Sala difende la sicurezza al concerto di Bad Bunny: «Disagi ingigantiti, ma sulla capienza de La Maura parlerò col prefetto»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre il fango si asciuga ancora sull'erba dell'ippodromo La Maura e i riflettori si spengono definitivamente sul concerto di Bad Bunny interrotto dalla furia di un temporale senza precedenti, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha scelto di intervenire per mettere un argine a quella che lui stesso definisce una «questione ingigantita».
A tre giorni di distanza dal nubifragio di grandine che ha costretto all'evacuazione di 78mila fan e causato decine di feriti lievi, il primo cittadino ha ribadito la sua posizione, difendendo l'operato degli organizzatori e aprendo però uno spiraglio su una possibile revisione delle regole per il futuro. Il tutto, mentre il Comune conferma la volontà di acquistare l'area per sottrarla, un giorno, ai grandi eventi musicali.
«Il piano di sicurezza ha funzionato, non è stata una tragedia»
Intervenuto a margine di una conferenza stampa, Sala ha preso le distanze dalle critiche più aspre che sono piovute nei giorni scorsi, tanto sui social quanto in Consiglio comunale. «Credo che sia stata ingigantita la questione di quello che è successo sabato – ha dichiarato il sindaco – perché il programma per far uscire le persone, il programma di sicurezza ha funzionato».
Le sue parole fanno eco a quelle di Roberto De Luca, amministratore delegato di Live Nation, che aveva già rivendicato l'efficacia del piano di evacuazione, completato in meno di un'ora, con circa 700 addetti impiegati per gestire il deflusso e la viabilità ripristinata poco dopo le 23.
Sala ha poi invitato a non enfatizzare la portata dei feriti, ricordando che, per quanto spiacevoli, le conseguenze del maltempo non sono state tragiche. «Diamo anche la giusta misura alle cose – ha precisato – non è stata una situazione tragica come qualcuno l'ha voluta dipingere». Una precisazione che arriva mentre sui social continuano a circolare testimonianze di caos, paura e disagi, con molti spettatori che hanno raccontato di aver faticato a trovare riparo e indicazioni durante il temporale.
La Maura, soluzione a termine: la capienza sotto la lente d'ingrandimento
Nonostante la difesa della gestione dell'emergenza, Sala ha comunque ammesso che l'ippodromo La Maura non rappresenta la sede ideale per concerti di queste dimensioni. «Non è la situazione ideale, lo sappiamo anche noi – ha riconosciuto – però c'è tanta gente che vuole i concerti e li vuole a Milano. È difficile mettere d'accordo tutti». A rendere ancora più complesso il quadro è la cronica mancanza di spazi alternativi in città, capaci di ospitare eventi con decine di migliaia di spettatori.
Proprio per questo, il sindaco ha annunciato un prossimo confronto con il prefetto per discutere una possibile riduzione della capienza dell'area. «Stiamo ragionando un po' – ha spiegato Sala –. Certamente l'altra questione è che tipo di concerti e quindi quante persone ci possono andare. Adesso ne parlerò col prefetto. Potrebbe essere abbassata la capienza».
Una prospettiva che trova terreno fertile nelle richieste di diversi consiglieri comunali, alcuni dei quali vorrebbero abbassare il limite a circa 15mila posti, mentre altri, come la presidente dell'ottavo municipio, chiedono la dismissione definitiva dello spazio per i concerti.
Futuro: il Comune vuole comprare l'area, ma serve l'apertura della proprietà
La riflessione sulla capienza si inserisce in un progetto più ampio e di lungo periodo, che vede il Comune di Milano intenzionato a rilevare l'intera area dell'ex ippodromo, attualmente di proprietà di Snaitech. Sala ha confermato la «grande volontà di acquistare» da parte di Palazzo Marino, specificando che i fondi per l'operazione sarebbero già disponibili. «Il Comune ha dichiarato pubblicamente alla proprietà la disponibilità ad acquistare l'area, però ci vuole volontà da tutte e due le parti – ha dichiarato il sindaco –. io non la do per persa, noi siamo molto chiari. Garantisco che se la proprietà darà un'apertura alla vendita, noi confermiamo la nostra grande volontà di acquistare».
L'acquisizione dell'area, tuttavia, non servirebbe a consolidare la vocazione musicale de La Maura, ma piuttosto a trasformarla in un grande parco urbano. «La Maura – ha ribadito Sala – è una soluzione a termine. Al momento non abbiamo altre soluzioni per i concerti. Quando arriverà il nuovo impianto di San Siro cambierà ovviamente tutto».
Un'ipotesi che, se si concretizzasse, risolverebbe definitivamente il problema delle location per i grandi eventi, spostando i concerti nel nuovo stadio e restituendo ai residenti un'area verde due volte più grande del Parco Sempione, liberata dal traffico e dal rumore.
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