Ibiza Altea a “Verissimo”: la scoperta del padre biologico e il lutto mai chiuso per Davide

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Seduta sul palco di “Verissimo”, Ibiza Altea ha ricomposto i frammenti di un’esistenza segnata da assenze e perdite precoci, senza però mai cedere alla retorica del dolore esibito. La modella e influencer italo-americana, reduce dall’ultima edizione del “Fratello Vip” (ormai conclusa da mesi), ha scelto il salotto di Silvia Toffanin per fare chiarezza su due nodi che ne hanno plasmato l’identità: la scoperta, ancora adolescente, dell’identità del padre biologico – una rivelazione che ha rifiutato con un gesto secco, girando la testa davanti a uno schermo – e la morte del compagno Davide Pilotto, avvenuta nel 2020 lungo la strada Lobia, a Vicenza. Un incidente, quest’ultimo, che l’ha resa madre single quando il figlio Angel Gabriel era piccolissimo, e che lei continua a vivere come una presenza quotidiana (“Lo sento, lo vedo, ci parlo”).

Il peso di una verità non richiesta e il ruolo di Angelo Altea

Tra le confidenze più crude emerge il racconto di quella telefonata inaspettata: la madre le porge il cellulare, dall’altra parte un uomo che si dichiara suo padre. Ibiza saluta e, subito dopo, distoglie lo sguardo, quasi a voler annullare con quel movimento ciò che le parole stavano per innescare. “Ancora oggi non l’ho accettato”, ammette, senza aggiungere particolari sull’uomo né sulla dinamica dell’incontro mancato. A controbilanciare questa frattura genetica arriva però la figura di Angelo Altea, l’uomo che l’ha cresciuta: “Per me lui è mio papà e io sono sua figlia”, dichiara, chiudendo di fatto ogni ambiguità sul piano affettivo. Non si tratta di una sostituzione, ma di una gerarchia sentimentale netta, dove il sangue cede il passo alla cura quotidiana.

L’incidente di Davide Pilotto e il lutto che non si archivia

Più complesso e stratificato è il capitolo dedicato a Davide, il compagno scomparso. Ibiza non usa i tempi del passato quando parla di lui: “Sono ancora innamorata, è stato il mio primo amore”. Una dichiarazione che trasforma il ricordo in una relazione parallela, fatta di dialoghi immaginari e segnali che lei interpreta come manifestazioni di una presenza ostinata. La stessa comunicazione la estende al figlio, che cresce con l’idea – veicolata dalla madre – che il padre sia “qua”, non del tutto assente. Dettagli giudiziari sull’incidente non vengono forniti; si sa solo che avvenne su una strada vicentina e che da quel momento la vita di Ibiza si è divisa in un prima e un dopo. Nessuna ricostruzione peritale, nessun nome di eventuali indagati: il racconto resta confinato nell’esperienza soggettiva del lutto.

Il rapporto con la madre: “voleva una bambola, non una figlia”

L’intervista affronta infine la relazione con la propria madre, descritta come una “donna dello spettacolo, un po’ figlia dei fiori”, sempre proiettata su un’idea di perfezione esteriore. “Mi voleva perfetta, ero la sua baby model”, spiega Ibiza, trattenendo a stento le lacrime. Poi l’affondo più doloroso: “Quando avevo bisogno di lei come madre, e non di una super mamma, lei non c’era”. Oggi il rapporto si è addolcito – la madre è diventata “una super nonna” per Angel Gabriel – ma resta la consapevolezza di una maternità vissuta all’incontrario, quasi rimandata nel tempo. “Credo abbia cercato di diventare madre molto tempo dopo che sono nata”, dice, senza mai nominare episodi specifici ma lasciando intendere una lunga sequenza di assenze. Sul palco non ci sono riconciliazioni facili né giudizi definitivi: solo la fotografia di un’infanzia passata a posare davanti a un obiettivo, quando forse avrebbe avuto bisogno solo di uno sguardo fermo.

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