L'esplosione della centrale idroelettrica di Suviana: una tragedia non causata da un errore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'esplosione che ha avuto luogo nella centrale idroelettrica di Suviana non è stata causata da un errore. Questa è la convinzione dei residenti di Castiglione de' Pepoli, un paese dell'Appennino bolognese, dove vivono molti dipendenti Enel, inclusi alcuni che lavoravano nella centrale esplosa.
La verità dietro l'incidente
Ma cosa ha causato l'incidente del 9 aprile che ha portato alla morte di sei persone? La risposta potrebbe risiedere nei dettagli tecnici dell'incidente. Secondo le informazioni recuperate dalla scatola nera della centrale di Bargi, sembra che la turbina abbia surriscaldato gli olii, causando l'esplosione.
Le accuse infondate
Prima che tutti i dettagli dell'incidente fossero chiariti, la tragedia della centrale idroelettrica di Suviana è stata sfruttata per rispolverare le pulsioni anti-industriali di una parte della società italiana. Si sono sentite molte voci, dall'eccesso di subappalti, agli allarmi inascoltati, alle politiche di privatizzazione, alle logiche del profitto. Tuttavia, queste accuse sembrano essere infondate.
Il lavoro di recupero
A quattro giorni dalla tragedia, le idrovore sono ancora al lavoro per svuotare l'ottavo e il nono piano sotto il livello dell'impianto, ancora allagati a causa del crollo e delle esplosioni del 9 aprile. L'inondazione dell'impianto è stata causata sia dall'esplosione e dal danneggiamento degli apparati di raffreddamento della centrale, sia dalla grande quantità di acqua proveniente dalla condotta forzata dell'attiguo lago Brasimone, un altro bacino idroelettrico gestito da Enel.




