Romania, fermato il candidato filorusso Georgescu: caos politico e accuse di ingerenze
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Redazione Esteri
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Calin Georgescu, esponente di spicco dell’estrema destra romena e candidato favorito alle prossime elezioni presidenziali previste per il 4 maggio, è stato fermato questa mattina durante un controllo stradale e condotto in procura per essere interrogato. La notizia, che ha già scatenato reazioni contrastanti, arriva a pochi mesi dal primo turno delle presidenziali dello scorso novembre, vinto da Georgescu ma successivamente annullato dalla Corte costituzionale per presunte ingerenze russe. Secondo fonti locali, a suo nome sarebbe stato emesso un mandato di arresto, mentre altre persone vicine al politico, tra cui il suo ex caposcorta, il mercenario Horațiu Potra, sono state interrogate.
Le accuse rivolte a Georgescu, che aveva sorpreso molti con la sua vittoria al primo turno, riguardano azioni contro l’ordine costituzionale e il falso nelle dichiarazioni relative ai finanziamenti della sua campagna elettorale. La polizia ha effettuato diverse perquisizioni a Bucarest, nel tentativo di raccogliere ulteriori prove. Il candidato, noto per le sue posizioni filorusse, stava per presentare la sua nuova candidatura quando è stato bloccato nel traffico e trasferito negli uffici del Procuratore generale. Un post pubblicato sul suo account Facebook, poi rilanciato da Politico, denuncia l’accaduto con toni accesi: “Dov’è la democrazia, dove sono i partner che devono difendere la democrazia?”.
La vicenda, che si inserisce in un contesto già teso per la Romania, rischia di alimentare ulteriormente le tensioni politiche. Georgescu, che aveva ottenuto un ampio consenso popolare, rappresenta una figura divisiva nel panorama politico romeno, con un elettorato che lo sostiene per la sua retorica nazionalista e le sue aperture verso Mosca. Tuttavia, le accuse di ingerenze estere e il recente annullamento delle elezioni hanno gettato ombre sulla legittimità della sua ascesa.




