Romania, arrestato il candidato filorusso Georgescu: caos politico e interrogatori
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Redazione Esteri
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Calin Georgescu, il politico rumeno di estrema destra e candidato filorusso favorito alle prossime elezioni presidenziali, è stato fermato questa mattina durante un controllo stradale e condotto in questura per essere interrogato. La notizia, riportata dai media locali, ha scatenato un nuovo vortice di polemiche in un Paese già diviso da mesi di tensioni politiche. A suo nome sarebbe stato spiccato un mandato di arresto, sebbene i dettagli sulle accuse non siano ancora stati resi pubblici. Tra le altre persone interrogate figura anche Horațiu Potra, ex caposcorta di Georgescu e noto mercenario, il cui ruolo nelle vicende è al centro di speculazioni.
Georgescu, che aveva vinto il primo turno delle elezioni presidenziali del novembre 2024, si era visto annullare il risultato dalla Corte costituzionale rumena a seguito di accuse di ingerenze russe e di una campagna social definita "massiccia" e sospetta. La sua ascesa politica, praticamente improvvisa, aveva destato non poche perplessità, alimentando teorie su possibili manipolazioni esterne. Il politico, tuttavia, ha sempre respinto ogni accusa, definendo l’annullamento delle elezioni un "colpo di stato formalizzato" e denunciando un presunto attacco alla democrazia.
Oggi, mentre si preparava a presentare la sua nuova candidatura per le presidenziali del 4 maggio, Georgescu è stato bloccato nel traffico e trasferito negli uffici del Procuratore generale. Un post pubblicato sul suo profilo Facebook, poi rilanciato da Politico, ha immediatamente alimentato il dibattito: "Dov’è la democrazia? Dove sono i partner che devono difendere la democrazia?", si legge nel messaggio, che ha già raccolto migliaia di condivisioni.
Il caso ha attirato l’attenzione anche di Elon Musk, che su X (ex Twitter) ha commentato con una frase lapidaria: "Arrestano chi prende più voti". Una presa di posizione che, sebbene non direttamente collegata alle dinamiche rumene, ha ulteriormente infiammato il dibattito online, dividendo l’opinione pubblica tra chi vede nell’arresto un atto dovuto e chi invece vi scorge un tentativo di silenziare l’opposizione.
Intanto, i giudici rumeni hanno avviato un’inchiesta approfondita, che coinvolge non solo Georgescu ma anche figure vicine al suo entourage. Tra queste, come accennato, c’è Potra, il cui passato come mercenario e il cui legame con il politico sono sotto la lente d’ingrandimento. Le autorità non hanno ancora fornito dettagli sulle accuse specifiche, ma fonti vicine all’inchiesta parlano di possibili reati legati alla sicurezza nazionale e alla trasparenza elettorale.




