Caso Ramy, indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano, 11 gennaio 2025 - La tragica vicenda che ha visto coinvolto il giovane Ramy Elgaml, deceduto a seguito di un inseguimento tra le vie di Milano, continua a suscitare dibattiti e polemiche. Nella notte tra il 23 e il 24 novembre 2024, tre pattuglie dei carabinieri hanno inseguito uno scooter, un TMax, guidato dal ventiduenne Fares Bouzidi, con a bordo il diciannovenne Ramy Elgaml. L'inseguimento si è concluso con un violento schianto, che ha causato la morte del giovane passeggero.

Le indagini, condotte dalla Procura di Milano, si concentrano ora sulle fasi finali dell'inseguimento. Fonti investigative rivelano che, almeno fino all'esito delle consulenze cinematiche e sui dispositivi elettronici disposte dalla Procura, l'accusa per i carabinieri coinvolti resta quella di omicidio stradale. Tuttavia, la possibilità di una modifica del titolo di reato da omicidio colposo stradale a omicidio volontario con dolo eventuale, come caldeggiato dagli avvocati di Bouzidi, non è stata del tutto esclusa.

Nei giorni scorsi, la diffusione di video registrati da una telecamera comunale e dalla dashcam di una gazzella dei carabinieri ha alimentato ulteriori discussioni. Questi video, messi a disposizione degli inquirenti sin dai giorni immediatamente successivi all'incidente, mostrano chiaramente le dinamiche dell'inseguimento e del successivo impatto. Secondo la relazione dei vigili, l'auto dei carabinieri e lo scooter non si sarebbero toccati nell'istante in cui il ragazzo ha perso la vita.

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha definito la situazione "un brutto segnale", trovando d'accordo anche la deputata dem Simona Bonafè, ospite di Paolo Del Debbio

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