Tragedia a Brugnera, muore schiacciato dal trattore che stava riparando: la vittima è Meris Corazza
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Redazione Interno
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Il rumore del motore, che da sempre accompagnava le sue giornate tra i campi, si è trasformato improvvisamente in un boato sordo, in grado di spezzare la quiete pomeridiana di via San Michele. Nel giardino della sua villetta a San Cassiano di Brugnera, in provincia di Pordenone, Meris Corazza, 55 anni, ha perso la vita venerdì 13 marzo, schiacciato da un trattore munito di rullo trinciatore, un macchinario agricolo che conosceva bene e che stava tentando di riparare. L'incidente, avvenuto intorno alle 16.30, non ha avuto testimoni. L'uomo, operaio della Friul Intagli e agricoltore per passione e tradizione familiare, era solo nel momento in cui, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, il mezzo si è mosso, travolgendolo e comprimendogli il torace. Sono stati i familiari, accortisi dell'assenza e dell'accaduto, a lanciare l'allarme, dando il via a una corsa contro il tempo che si sarebbe rivelata, purtroppo, vana.
La dinamica e i soccorsi, un intervento disperato
Sul posto, allertati dal drammatico ritrovamento, si sono precipitati immediatamente i sanitari del 118, l'elisoccorso e i vigili del fuoco. I soccorritori hanno estratto il del 55enne da sotto il mezzo pesante e hanno avviato manovre di rianimazione cardiopolmonare prolungate, riuscendo a ripristinare un flebile battito. Con un volo in codice rosso, Meris Corazza è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, ma ogni ulteriore tentativo di salvargli la vita è risultato inutile. Il suo cuore, per la seconda volta, ha smesso di battere, lasciando la moglie Meri Feletto e i due figli, tra cui il 26enne Alex, con cui condivideva la gestione dell'azienda agricola di famiglia, sprofondati in un dolore incommensurabile.
Le indagini e la questione della qualificazione giuridica
Ora gli investigatori, con il coordinamento dei carabinieri della compagnia di Sacile e del luogotenente Carlo Andrea Galli, affiancati dagli ispettori dello Spisal (il servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro), stanno cercando di fare piena luce sulla dinamica dell'incidente. Un aspetto cruciale dell'indagine, al di là della ricostruzione tecnica del cedimento o del malfunzionamento che ha causato lo spostamento del trattore, riguarda la qualificazione giuridica dell'accaduto. Poiché l'abitazione e il terreno agricolo sono di fatto un unico complesso, si dovrà stabilire con precisione se il mezzo fosse intestato alla persona fisica di Corazza o all'azienda agricola. Una distinzione che appare sottile ma che è fondamentale, in quanto determinerebbe se si tratti di un incidente domestico o di un infortunio sul lavoro, con tutte le conseguenze del caso a livello previdenziale e assicurativo.
Il profilo della vittima, un uomo cauto e posato
A rendere la tragedia ancora più amara è il profilo umano della vittima, descritto da chi lo conosceva come una persona misurata e riflessiva. «Era posato, capace e cauto», lo ha ricordato il sindaco di Brugnera, Renzo Dolfi, recatosi sul posto insieme all'assessore all'Ambiente Maurizio Foltran per portare il proprio sostegno alla famiglia. Meris Corazza non era un improvvisatore, ma un uomo che, tra un turno di lavoro in fabbrica e la passione per la terra, aveva sempre fatto della prudenza la sua regola. Saranno gli accertamenti sui resti del mezzo agricolo, sequestrato dalle autorità, a dover chiarire se alla base dello schiacciamento ci sia stato un errore umano, un attimo fatale di distrazione o, come ritengono i familiari, il cedimento improvviso di un componente meccanico del trattore.




