Un'alleanza contro le morti sul lavoro e il nodo della sicurezza
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Redazione Interno
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Quando un operaio perde la vita sul posto di lavoro, non è solo una tragedia individuale, ma il fallimento di un sistema che dovrebbe proteggerlo. «Non sono tollerabili né indifferenza né rassegnazione», ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un monito che sembra aver scosso la politica. A pochi giorni dal Primo Maggio, il governo ha stanziato ulteriori 650 milioni di euro per la sicurezza, sommandosi ai 600 già previsti dal bando Inail 2024/2025. Quest’ultimo, ancora accessibile, finanzia al 65% – fino a 130mila euro – l’acquisto di macchinari più sicuri, come presse o robot, e progetti per migliorare gli standard organizzativi. Un incentivo che, almeno sulla carta, punta a ridurre gli incidenti, spesso causati da attrezzature obsolete o da carenze formative.
Ma mentre l’esecutivo annuncia fondi, il decreto legge atteso da molti non arriva. La Lega, dal canto suo, ripropone la “scala mobile”, sollevando un dibattito che sembrava archiviatosi decenni fa. Intanto, la premier Giorgia Meloni ha preferito anticipare le polemiche, evitando un provvedimento immediato e limitandosi a promettere interventi futuri. «Ci presenteremo all’incontro con i sindacati l’8 maggio con proposte concrete», ha assicurato la ministra del Lavoro, Marina Calderone, sottolineando la necessità di «sensibilizzare, formare e informare». Parole che, però, dovranno tradursi in fatti, soprattutto dopo un anno segnato da troppi casi di cronaca nera legati al lavoro.




