Bezzecchi e Martin, velocità da record! Aprilia-Ducati, il sorpasso è servito

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La presa della fortezza del Mugello è uno di quegli eventi che, su un manuale di storia della MotoGP, verrebbe certamente stampato in neretto: la classica data e il classico evento da memorizzare, simboli di uno spartiacque tra due fasi, se non proprio tra due ere. Ieri i "neri" di Noale hanno conquistato la collina toscana, ponendo fine alla signoria dei "rossi" di Borgo Panigale che, eccezion fatta per l'eccezione della Yamaha di Quartararo nel 2021, dal 2017 non conosceva rivali su questo asfalto.

E se a Barcellona l'Aprilia aveva mostrato qualche crepa (dovuta più a circostanze convulse che a reali limiti tecnici), sul circuito di Scarperia ha ribaltato il copione, infliggendo alla rivale una lezione di velocità e potenza, con buona pace delle statistiche che fino a ieri celebravano l'egemonia aerodinamica della Ducati.

Il sorpasso tecnologico e la ciliegina del record

Ciò che rende questo fine settimana storico non è soltanto la doppietta in gara (con Marco Bezzecchi davanti a Jorge Martin), ma il modo in cui è arrivata e i numeri che l'hanno accompagnata.

L'aspetto più clamoroso, quello che fa davvero da spartiacque tecnico, riguarda la velocità pura: Jorge Martin ha infranto il muro dei 366 km/h toccando la stratosferica velocità di 368,6 km/h, un record assoluto per la categoria che, considerando l'imminente cambio di regolamento previsto per il 2027 (con la riduzione della cilindrata a 850 cc), potrebbe rimanere negli annali per un tempo lunghissimo, forse per sempre.

E non è finita qui: a differenza di quanto spesso accade con i record solitari, il tempo è stato replicato perfettamente dal suo compagno di box Bezzecchi, a dimostrazione che non si tratta di un colpo di fortuna legato all'effetto scia, ma di una qualità intrinseca della RS-GP.

Lo ha sottolineato anche il direttore tecnico Fabiano Sterlacchini, evidenziando come il primato sia stato raggiunto "da tutti e due i piloti, per par condicio", un segnale inequivocabile che, se fino a ieri l'Aprilia era considerata la regina della percorrenza in curva, oggi ha deposto anche la Ducati sul proprio terreno di caccia prediletto, quello del rettilineo.

Le dichiarazioni ai box: "Godo come un riccio"

L'atmosfera nel paddock di Noale al termine delle prove è quella delle grandi occasioni, con un entusiasmo che traspare senza filtri dalle dichiarazioni dei vertici. Massimo Rivola, ceo del settore Racing, ha letteralmente sbottato quando gli è stato chiesto che gusto provasse a vincere il "derby" in casa della Ducati: «Avere vinto qui ci dà più gusto, di brutto: sto godendo come un riccio». Una dichiarazione che racchiude l'importanza emotiva della sfida, perché non si tratta solo di una vittoria, ma della conquista di un fortino che sembrava inespugnabile per la casa veneta.

Rivola ha poi provato a richiamare alla cautela, chiedendo "piedi per terra" per non montarsi la testa, ma ha dovuto constatare l'evidenza: l'Aprilia ha vinto cinque dei primi sette Gran Premi, ha monopolizzato la prima fila delle qualifiche con tre moto (Bezzecchi, Fernandez e Martin) e in classifica costruttori ha già più del doppio dei punti rispetto alla Ducati.

L'entusiasmo di Rivola è alimentato anche dalla gestione della pressione dei suoi piloti: a proposito di Bezzecchi, Rivola lo ha definito "un italiano anomalo, forse un po' alla Sinner", capace di esprimere il suo meglio proprio quando l'asticella dell'aspettativa si alza vertiginosamente, come è successo dopo la conquista della pole position.

Le gerarchie in pista e il dominio schiacciante

Guardando ai numeri, il quadro che emerge è impietoso per chi, fino a pochi mesi fa, dettava legge. Le qualifiche hanno già delineato lo scenario: Bezzecchi firma il giro record (1'43"921), primo e unico pilota capace di scendere sotto il muro dell'1'44" sulla pista toscana, sigillando una prima fila completamente tinta di nero.

In gara, lo spettacolo è stato una fotocopia della superiorità attuale: Francesco Bagnaia ha provato a resistere nel primo giro, come testimoniano le cronache, ma non ha potuto nulla quando Bezzecchi lo ha superato utilizzando la scia dell'Aprilia stessa, dimostrando che in termini di potenza, oggi, l'equilibrio si è spezzato. Jorge Martin, subito dopo, ha compiuto lo stesso identico sorpasso, costringendo Bagnaia ad arrendersi al gradino più basso del podio mentre davanti scappavano verso la doppietta.

Con sette round disputati, la classifica piloti vede ora Bezzecchi allungare a +17 su Martin, mentre gli inseguitori in sella alla Ducati sono già a distanza abissale: un distacco psicologico che, unito alla netta superiorità tecnica mostrata sul rettilineo del Mugello, fa pensare che la lotta per il titolo ormai sia una questione strettamente interna al box Aprilia.

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