Hera, dividendo a 16 centesimi e il Comune di Cesena incassa 2,7 milioni
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Redazione Economia
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Il Consiglio di amministrazione del Gruppo Hera, riunitosi ieri sotto la presidenza esecutiva di Cristian Fabbri, ha dato il via libera alla relazione finanziaria annuale consolidata al 31 dicembre 2025, un’approvazione all’unanimità che arriva a suggellare un triennio di mandato segnato – va detto – da una pressione geopolitica costante e da eventi meteorologici estremi, fattori esterni che hanno inevitabilmente messo alla prova la resilienza delle infrastrutture gestite dalla multiutility. Nel mare magnum dei numeri consolidati, che fanno registrare ricavi per 12,8 miliardi, l’elemento di maggiore interesse per il territorio cesenate affiora dalla proposta di dividendo: 16 centesimi di euro per azione, un incremento del 6,7% rispetto al passato che trasforma un dato finanziario in una voce concreta per le casse del Comune.
Un dividendo in crescita che alimenta le casse comunali
La società, attraverso la propria partecipazione, mette così a disposizione dell’ente locale una somma complessiva pari a 2,7 milioni di euro, risorse che vanno a comporre un quadro economico locale dove il bilancio di Hera, tradizionalmente solido, si conferma un volano di liquidità per l’amministrazione. La cifra, che deriva dalla quota spettante al socio pubblico, riflette la politica di remunerazione approvata dal Cda insieme alla rendicontazione di sostenibilità – quest’ultima redatta in ottemperanza alla direttiva europea CSRD – la quale, oltre a fornire dati sull’andamento economico, illustra l’impatto dell’impresa sui temi ambientali e sociali, legandoli indissolubilmente ai risultati di bilancio.
I numeri record del gruppo e la fotografia della relazione finanziaria
A livello aggregato, i conti del gruppo disegnano il profilo di una multiutility che chiude l’esercizio con margini operativi in crescita, una solidità patrimoniale che ha retto l’urto delle turbolenze internazionali e una capacità di generare valore che trova nei dividendi la sua traduzione più tangibile per gli azionisti. Nella relazione finanziaria annuale, che inra anche i dati relativi al 2025, viene messa nero su bianco la strategia che ha permesso di assorbire gli shock esterni senza intaccare la capacità di investimento, un equilibrio delicato che il management, con a capo il presidente esecutivo, ha saputo mantenere nel corso del mandato ormai giunto alla sua naturale scadenza triennale.
La rendicontazione di sostenibilità al centro della strategia
Non solo numeri, però, perché il documento approvato ieri dedica uno spazio rilevante alla rendicontazione di sostenibilità, un adempimento imposto dalla normativa europea ma che, nel caso del gruppo emiliano, rappresenta ormai un elemento strutturale della rendicontazione. La relazione, infatti, non si limita a elencare i risultati economici, ma li intreccia con le informazioni necessarie a comprendere come le variabili ambientali e sociali – dalla gestione delle reti in territori colpiti da eventi estremi alla transizione energetica – abbiano influenzato l’andamento operativo e, viceversa, come la gestione imprenditoriale abbia impattato sul contesto. È in questa intersezione, del resto, che si gioca la credibilità di una multiutility che opera in settori ad alta intensità di capitale e fortemente esposti al rischio climatico.
L’attesa per l’assemblea di aprile e il flusso di cassa per FerraraTua
La proposta di dividendo, ora all’esame dei soci, dovrà ricevere il via libera definitivo dall’assemblea convocata per il mese di aprile; in quella sede verrà ratificata la cifra per azione, aprendo la strada al pagamento che, secondo il calendario previsto, dovrebbe concretizzarsi a giugno. Per il Comune di Cesena, la somma di 2,7 milioni rappresenta una partita di giro consolidata, ma non per questo meno rilevante in un momento in cui i bilanci degli enti locali sono chiamati a far quadrare i conti tra servizi da garantire e risorse spesso contingentate. Un meccanismo, questo, che replica quanto accade in altre città capoluogo dove la multiutility è radicata, dimostrando come la struttura finanziaria del gruppo – con la sua capacità di generare utili stabili – si trasformi per i soci pubblici in una risorsa certa, un flusso di cassa che alimenta le politiche locali senza la necessità di ricorrere a strumenti straordinari.




