Attacchi ibridi russi, l'Europa alza la guardia: piani di difesa e allarmi da Parigi a Copenaghen

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle ultime settimane diversi governi europei hanno trasformato scenari finora confinati alla pianificazione militare in messaggi pubblici, alzando il livello di allerta sulla minaccia russa. Il premier polacco Donald Tusk ha avvertito che Mosca potrebbe tentare attacchi con droni o missili contro Paesi che sostengono l'Ucraina, cercando poi di presentarli come incidenti.

Secondo Tusk, che ha citato informazioni definite "affidabili e convincenti", esiste un rischio reale che droni o altri tipi di proiettili vengano inviati nello spazio aereo di uno o più Paesi del fianco orientale della Nato, causando anche danni. L'obiettivo, ha spiegato il premier polacco, sarebbe indebolire la coesione dell'Alleanza e convincere gli Stati membri che l'articolo 5 sulla difesa collettiva è "più teorico che pratico".

Il piano francese per le infrastrutture critiche

In Francia il presidente Emmanuel Macron ha riunito all'Eliseo i leader dei partiti e i candidati alle presidenziali del 2027, insieme ai vertici dell'intelligence, per fare il punto sulla minaccia che cambia pelle. Al termine dell'incontro ha annunciato di aver ordinato al governo di preparare un piano per proteggere le infrastrutture critiche e i siti più sensibili dell'industria della difesa e della base tecnologica da attacchi con droni e cyberattacchi.

"Nelle ultime settimane la minaccia ibrida russa contro gli europei e contro la Francia si è intensificata", ha dichiarato Macron, precisando che anche il suo Paese è stato bersaglio di simili offensive. "Lo scopo è intimidirci e ostacolare i nostri sforzi a sostegno dell'Ucraina. Il risultato sarà esattamente l'opposto", ha aggiunto, avvertendo che gli attacchi non resteranno "senza risposta".

Il riferimento esplicito è a episodi come il drone con esplosivo individuato all'aeroporto di Lipsia, in Germania, che le autorità tedesche hanno attribuito a Mosca, e alle ripetute violazioni dello spazio aereo di Paesi baltici e dell'Europa orientale. Il presidente francese ha anche annunciato la convocazione di una riunione del G7 dedicata alle questioni energetiche, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione e valutare un eventuale utilizzo delle riserve strategiche.

Droni su Copenaghen e intercettazioni nel Baltico

Sul fronte operativo, nella giornata di ieri a Copenaghen è scattato un allarme droni proprio mentre la capitale danese ospitava la riunione del Comitato militare della Nato, alla quale partecipano i capi di Stato maggiore della Difesa dei Paesi alleati. La polizia ha transennato la strada dove si trova l'ambasciata americana dopo che sono stati individuati velivoli senza pilota.

Per l'occasione era stata istituita una vasta zona temporanea di restrizione dello spazio aereo sopra gran parte della città e dell'isola di Amager, all'interno della quale è vietato far volare droni senza autorizzazione scritta. Nei giorni precedenti gli Eurofighter italiani, impegnati nella missione di pattugliamento aereo, hanno prima abbattuto un drone che trasportava ordigni esplosivi in Lituania e poi intercettato due caccia russi che avevano violato lo spazio aereo del Paese baltico.

La risposta dell'Alleanza e i limiti dell'articolo 5

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che l'Alleanza dispone di "tutti i mezzi necessari" per rispondere alle aggressioni ibride, precisando però che tali risposte "non sempre saranno pubbliche" e non necessariamente seguiranno il principio "occhio per occhio". Intervistato dall'agenzia Press Association, Rutte ha spiegato che la Nato mantiene volutamente un alone di ambiguità su ciò che potrebbe attivare l'articolo 5, ma che il presidente russo Vladimir Putin "comprende chiaramente" quali siano le linee rosse.

Tra gli strumenti a disposizione, il numero uno dell'Alleanza ha citato le azioni volte a indebolire la "flotta ombra" di Mosca, che trasporta prodotti petroliferi soggetti a sanzioni, e l'operazione Baltic Sentry, avviata in risposta al danneggiamento di cavi sottomarini critici.

Il quadro italiano ed europeo

Mentre l'attenzione resta concentrata su Parigi e Copenaghen, l'Italia ha già varato a maggio la "Nuova Strategia di Difesa Nazionale", un documento che ridisegna la gestione delle crisi di sicurezza includendo esplicitamente la minaccia ibrida e ponendo il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica al centro della macchina decisionale. Il testo definisce la governance politica, ma non istituisce una struttura tecnica integrata operativa h24 per la gestione quotidiana dei flussi informativi multi-dominio.

A livello europeo, la Commissione ha proposto un Emergency Security Protocol per trasformare l'incidente di un singolo Paese in un problema collettivo prima che sia troppo tardi, mentre il Parlamento ha approvato raccomandazioni sullo "European Democracy Shield", indicando la Russia come principale minaccia e chiedendo un Centro Ue per la resilienza democratica.

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