Addio ad Alberto Perino, leader dei No Tav
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Redazione Interno
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Alberto Perino, figura emblematica del movimento No Tav, è scomparso all'età di 78 anni. Nato e cresciuto in Piemonte, Perino ha dedicato oltre trent'anni della sua vita alla lotta contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, diventando un simbolo di resistenza e determinazione. Ex bancario e sindacalista, Perino ha abbracciato la causa ambientalista con passione e tenacia, opponendosi a quella che definiva una "devastazione del territorio".
Con il suo cappello di lana cotta, la sciarpa rossa e la barba ispida, Perino era una presenza inconfondibile nelle manifestazioni e nei cortei. La sua voce, marcata dall'accento piemontese, risuonava forte e chiara, incitando i suoi compagni a non arrendersi. La sua ironia tagliente e il suo carisma naturale lo rendevano un leader rispettato e ammirato, capace di unire persone di diverse generazioni e provenienze.
La sua avventura nel movimento No Tav iniziò negli anni '90, quando la Valle di Susa divenne teatro di scontri e proteste contro il progetto della linea ferroviaria. Perino, con il suo motto "A sarà düra", partecipò a decine, forse centinaia, di manifestazioni, diventando il volto pubblico della resistenza. La sua determinazione e il suo impegno lo portarono a confrontarsi con politici, amministratori e forze dell'ordine, sempre con l'obiettivo di difendere il territorio e la qualità della vita degli abitanti della valle.
Negli ultimi anni, la salute di Perino era peggiorata, ma ciò non gli impedì di continuare a sostenere la causa No Tav. Anche quando le forze fisiche venivano meno, la sua voce rimaneva un punto di riferimento per il movimento.




