Puglia, il pantano del centrosinistra: Decaro lancia l’ultimatum, Emiliano e Vendola restano sullo sfondo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La situazione politica in Puglia, in vista delle prossime elezioni regionali, si configura ormai come un vero e proprio pantano per il centrosinistra, dilaniato da faide interne e veti incrociati che rischiano di pregiudicarne la tenuta. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, considerato il candidato naturale alla successione di Michele Emiliano, ha infatti posto una condizione non negoziabile, che suona come un autentico ultimatum: la sua discesa in campo è subordinata all’assenza di liste che includano lo stesso governatore uscente e l’ex presidente Nichi Vendola. Una mossa, la sua, che non rappresenta una semplice boutade ma il segnale inequivocabile di un’esasperazione maturata dopo anni di convivenze forzate con i cosiddetti “padri nobili” della sinistra regionale; Decaro sembra volere una corsa senza ipoteche del passato, libera da ombre troppo ingombranti.

D’altronde, il presidente del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, intervenendo sulla questione, ha provato a smussare gli angoli, definendo la posizione del primo cittadino barese del tutto legittima. «Decaro è legato a un percorso politico e di stima e amicizia con entrambi i due ex presidenti», ha dichiarato a Omnibus su La7, «ma immagino voglia dare un messaggio che è quello di aprire una nuova stagione con nuovi protagonisti. Non ci vedo nulla di male». Bonaccini, con una notevole abilità di sutura, ha poi aggiunto che chi, come Emiliano, ha governato bene una Regione può ambire a ruoli persino più importanti, tentando così di aprire una porta di uscita onorevole per l’attuale governatore.

Mentre i leader di Pd, M5S e Avs si apprestano a tornare faccia a faccia dopo la pausa estiva, l’obiettivo dichiarato è quello di archiviare rapidamente le “grane” delle candidature in Puglia e in Campania. Tuttavia, lo stallo pugliese appare particolarmente complesso da sciogliere, poiché intreccia le ambizioni personali di figure di lungo corso con l’esigenza di rinnovamento espressa da una nuova generazione politica. Decaro, che gioca sul terreno dem per quanto riguarda il veto a Emiliano e sconfina in casa Avs per quello su Vendola, sembra determinato a imporre una linea di discontinuità.

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