Velox, il Mit fa chiarezza sulle omologazioni: ecco i dispositivi regolari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una svolta significativa, attesa da anni, è finalmente arrivata per gli automobilisti e per gli enti preposti al controllo della velocità sulle strade italiane. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha messo ordine in una materia che aveva generato non poche incertezze e, di conseguenza, un'ondata di ricorsi contro le sanzioni per eccesso di velocità.

La questione, complessa e tecnica, ruotava attorno ai criteri di omologazione delle apparecchiature, un vuoto normativo che aveva permesso a molti automobilisti di contestare con successo la validità delle multe comminate.

Il provvedimento ministeriale stabilisce in maniera chiara e definitiva quali sono i dispositivi per il controllo della velocità che possono essere considerati regolari e, quindi, utilizzabili per elevare contravvenzioni.

Si tratta di un elenco che comprende i prototipi approvati, ponendo fine a una lunga fase di stallo che aveva interessato numerose postazioni fisse e mobili in tutto il territorio nazionale. La pubblicazione di questo censimento rappresenta un punto di svolta, poiché fornisce un quadro normativo certo sia per le forze dell'ordine sia per i cittadini, i quali ora possono conoscere con esattezza quali strumenti sono abilitati a rilevare le infrazioni.

La situazione in Trentino

Tra le prime regioni a beneficiare di questa chiarezza normativa vi è il Trentino-Alto Adige, dove il decreto ha confermato la piena regolarità degli autovelox installati lungo importanti arterie stradali. Per quanto riguarda la statale della Valsugana, che collega Trento a Grigno, tutti gli apparecchi in funzione sono stati giudicati conformi.

Nello specifico, il via libera ministeriale riguarda le apparecchiature posizionate a Grigno, Ospedaletto, Pergine (dove sono attivi due dispositivi), Trento all'interno della galleria di Martignano, e quelle situate in via Alto Adige all'altezza di Lamar. A questa lista si aggiunge anche il velox di Isera, anch'esso rientrante a pieno titolo tra i modelli omologati. La validità di questi strumenti è stata quindi ufficialmente sancita, chiudendo ogni possibile contestazione sulla loro affidabilità tecnica e sulla correttezza delle procedure di omologazione.

Il censimento nazionale e i numeri

A livello nazionale, il Ministero ha effettuato un censimento dettagliato che fotografa la situazione attuale dei dispositivi di rilevamento della velocità presenti sulle strade italiane. Secondo i dati diffusi dal dicastero, sono circa tremilacentocinquanta gli apparecchi che possono continuare a essere utilizzati perché già conformi ai requisiti richiesti dal nuovo decreto. Un numero consistente, ma che lascia fuori un altro gruppo di dispositivi, quantificato in circa ottocentocinquanta unità, che invece dovranno completare un nuovo iter per ottenere l'omologazione.

Questi ultimi, in attesa di adeguarsi ai nuovi standard, dovranno rimanere spenti e non potranno quindi essere utilizzati per accertare e sanzionare le violazioni dei limiti di velocità. Il censimento, dunque, non solo fa chiarezza, ma impone anche una precisa tempistica per l'adeguamento tecnologico e burocratico di tutti gli strumenti in uso.

L'adeguamento in provincia di Napoli e nel Polesine

La nuova normativa ha avuto immediati risvolti pratici anche in altre aree del Paese, come la provincia di Napoli e il Polesine. Nell'area metropolitana partenopea, il cosiddetto "Decreto Omologazioni", entrato pienamente in vigore lo scorso 12 luglio, ha costretto gli enti locali a una rapida ricognizione delle proprie postazioni. La conseguenza è stata la disattivazione di un buon numero di velox, la cui omologazione non risultava in regola con le nuove disposizioni firmate dal ministro Matteo Salvini.

Parallelamente, in Polesine, il censimento ha interessato da vicino il territorio, dove al momento risultano censiti sessantacinque dispositivi di rilevamento della velocità. Questa cifra include non solo gli autovelox fissi, ma anche le postazioni mobili e i più moderni sistemi Tutor, che monitorano la velocità media su tratti più lunghi. L'adeguamento alla nuova normativa rappresenta quindi una sfida logistica e amministrativa per molti comuni, chiamati a verificare la conformità dei propri strumenti per evitare di incorrere in future contestazioni.

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