Autovelox, il Viminale interviene sui ricorsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La validità delle multe per eccesso di velocità rilevate con gli autovelox è al centro di un acceso dibattito, iniziato con una sentenza della Corte di Cassazione del 19 aprile 2024. La Corte ha stabilito che i verbali emessi tramite dispositivi non omologati non sono validi, chiarendo che l’approvazione di un autovelox, che certifica la conformità alle norme, non equivale all’omologazione, che richiede controlli più approfonditi.

Il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, ha commentato ironicamente la situazione, sottolineando la confusione che regna ai più alti livelli decisionali. De Pellegrin ha ricostruito alcuni elementi della vicenda, evidenziando come il Ministero dell'Interno, con un ritardo di otto mesi dalla prima sentenza di Cassazione, abbia emanato una circolare in cui si afferma che omologazione e approvazione degli strumenti di controllo della velocità sono procedure identiche.

Per far chiarezza, il Ministero dell'Interno ha istituito un Tavolo Tecnico con rappresentanti del Ministero dell’Interno, ANCI e Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'obiettivo è definire le procedure per l’omologazione del prototipo, la taratura e le verifiche di funzionalità dei dispositivi di rilevamento della velocità.

Nel frattempo, è emerso in rete che il limite di velocità in autostrada è stato ridotto a 80 km/h per tutti, suscitando ulteriori polemiche.

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