Autovelox, governo verso sanatoria: multe a rischio ricorsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo sembra aver deciso di mettere un punto fermo sulla spinosa questione degli autovelox, una vicenda che da mesi tiene banco tra polemiche, ricorsi e sentenze. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera in un articolo firmato da Alessio Ribaudo, tutti i dispositivi installati a partire dal 13 agosto 2017 potranno continuare a funzionare senza ulteriori adempimenti, poiché già conformi alle norme di taratura introdotte in quell’anno. Una decisione che, se confermata, potrebbe avere ripercussioni significative sulle migliaia di multe contestate e sui ricorsi presentati dagli automobilisti.

La questione, esplosa circa un anno fa, ha origine da una sentenza della Corte di Cassazione che aveva stabilito l’invalidità delle sanzioni per eccesso di velocità qualora l’autovelox utilizzato fosse stato semplicemente “approvato” e non “omologato”. Una distinzione tecnica, ma cruciale, che ha portato alla luce una serie di irregolarità e ha scatenato un’ondata di ricorsi. Ora, con il nuovo decreto in arrivo dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si tenta di porre rimedio a questa situazione, omologando automaticamente tutti i dispositivi approvati dopo il 2017.

Il provvedimento, già inviato a Bruxelles per il vaglio dell’Unione europea, riguarderebbe almeno 12 modelli di autovelox, considerati già allineati alle normative vigenti. Una mossa che, se da un lato potrebbe ridurre il contenzioso legale, dall’altro rischia di lasciare insoddisfatti molti automobilisti che hanno già presentato ricorso, vedendo ora preclusa la possibilità di ottenere l’annullamento delle multe.

Intanto, a Padova, la questione degli autovelox continua a far discutere. L’associazione Altvelox ha annunciato l’intenzione di depositare una nuova querela contro il sindaco Sergio Giordani, l’assessore Diego Bonavina e il comandante della polizia locale. La motivazione? Nonostante la sentenza della Cassazione, il comune avrebbe mantenuto attivi i propri dispositivi, a differenza di altri, come la Federazione dei Comuni del Camposampierese, che ha invece provveduto a spegnere i sette autovelox in dotazione.

La querela, che potrebbe essere formalizzata nelle prossime ore, si aggiunge a un quadro già complesso, in cui le amministrazioni locali si trovano a dover bilanciare esigenze di sicurezza stradale e rispetto delle normative. Una situazione resa ancora più intricata dalle diverse interpretazioni delle sentenze e dalle scadenze legislative.

Il decreto governativo, se approvato, potrebbe quindi rappresentare una svolta, ma non senza conseguenze. Da un lato, si eviterebbe il rischio di dover dismettere migliaia di dispositivi, con costi elevati per gli enti locali; dall’altro, si potrebbe creare un precedente che limita il diritto al ricorso per chi è stato multato in passato. Una soluzione che, come spesso accade, rischia di lasciare qualcuno insoddisfatto.

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