Autovelox, dal 12 giugno nuove regole: multe a rischio se i dispositivi non sono a norma
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A pochi giorni dall’inizio dell’estate, quando il traffico aumenta lungo le arterie principali del Paese, entra in vigore la riforma che modifica le regole per l’utilizzo degli autovelox. Il provvedimento, approvato con decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’11 aprile e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio, introduce criteri più stringenti sull’installazione e l’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità. Una novità che, se da un lato mira a garantire maggiore trasparenza, dall’altro rischia di invalidare migliaia di sanzioni già notificate.
Gli automobilisti che riceveranno una multa dovranno verificare se l’autovelox che li ha ripresi rispetta i requisiti tecnici e burocratici previsti dalla legge. In caso contrario – come ribadito più volte dalla Cassazione – il verbale potrà essere impugnato con buone probabilità di successo. «Non basta che il dispositivo sia approvato, deve essere anche correttamente tarato e posizionato», spiegano gli esperti, sottolineando come molti Comuni abbiano finora ignorato queste prescrizioni. Tra le novità più significative c’è l’obbligo, per le amministrazioni locali, di ottenere l’autorizzazione del prefetto prima di installare gli apparecchi, che dovranno essere collocati solo su tratti stradali ad alto rischio di incidenti.
La riforma, però, arriva in un contesto già segnato da polemiche. Codacons Sicilia ha definito le nuove norme «una tegola» per i Comuni che negli anni hanno utilizzato gli autovelox come strumento per fare cassa, più che per migliorare la sicurezza. Non a caso, diverse multe elevate in passato sono state annullate dai giudici proprio per vizi procedurali o mancata omologazione dei dispositivi. Chi intende fare ricorso dovrà accertarsi che il modello dell’autovelox sia tra quelli certificati dal ministero e che la segnaletica sia conforme alle disposizioni.




