Autovelox nel caos, decreto sospeso: migliaia di multe a rischio ricorso
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Redazione Interno
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Una nota anonima, diffusa alle agenzie stampa nella tarda mattinata di domenica 23 marzo, ha gettato nuova luce – o forse nuova ombra – sulla già intricata questione degli autovelox in Italia. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha infatti annunciato la sospensione dello schema di decreto che avrebbe dovuto regolamentare l’uso dei dispositivi di rilevamento della velocità, bloccando così un provvedimento che era in fase di trasmissione a Bruxelles. La decisione, presa su indicazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini, è stata giustificata dalla necessità di «ulteriori approfondimenti», come si legge nella comunicazione ufficiale del dicastero di Porta Pia.
Il decreto, che sembrava ormai prossimo all’approvazione, avrebbe dovuto porre fine a un annoso dibattito, durato oltre tre decenni, sull’omologazione degli autovelox. In particolare, il testo prevedeva che tutti i dispositivi installati a partire dal 13 giugno 2017 fossero considerati automaticamente omologati, cercando così di mettere ordine in una materia che ha visto anche la Cassazione esprimersi con sentenze discordanti, creando non poca confusione. Tuttavia, con questa improvvisa sospensione, il rischio è che migliaia di multe già contestate possano essere oggetto di ricorsi, alimentando ulteriormente il caos giudiziario e amministrativo.
La decisione di fermare il decreto arriva in un momento delicato, in cui l’Unione Europea ha più volte sollecitato l’Italia a chiarire le regole sull’uso degli autovelox, soprattutto alla luce delle numerose controversie legali che hanno coinvolto i dispositivi. Nonostante le pressioni comunitarie, il Mit ha preferito fare un passo indietro, lasciando irrisolta una questione che tocca da vicino non solo gli automobilisti, ma anche le amministrazioni locali e le forze dell’ordine, spesso costrette a operare in un contesto normativo ambiguo.
Il provvedimento sospeso avrebbe potuto rappresentare una svolta, introducendo criteri più chiari e uniformi per l’installazione e l’utilizzo degli autovelox, strumenti che, se da un lato sono essenziali per la sicurezza stradale, dall’altro hanno spesso generato polemiche per il loro impiego in contesti ritenuti più finalizzati all’incasso che alla prevenzione. Ora, con lo stop imposto da Salvini, il rischio è che il vuoto normativo continui a favorire un’ondata di ricorsi, mettendo in discussione l’efficacia stessa delle sanzioni già elevate




