Autovelox, il decreto sospeso: Salvini chiede ulteriori approfondimenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto che avrebbe dovuto regolamentare l’uso degli autovelox in Italia, atteso da oltre tre decenni, è stato bloccato in extremis dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit). La decisione, presa su indicazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini, arriva dopo che lo schema di decreto era già stato trasmesso a Bruxelles per l’approvazione definitiva. La motivazione ufficiale, come riportato in una nota del dicastero di Porta Pia, è la necessità di «ulteriori approfondimenti» prima di procedere.

Il provvedimento, che avrebbe dovuto entrare in vigore già dalla prossima estate, prevedeva l’automatica omologazione di tutti i dispositivi di rilevamento della velocità approvati dal 13 giugno 2017 in poi. Una misura che, di fatto, avrebbe posto fine ai ricorsi contro le multe elevate attraverso questi strumenti, riducendo così il contenzioso legale che negli ultimi anni ha coinvolto migliaia di automobilisti. Tuttavia, con la sospensione del decreto, i ricorsi restano possibili, almeno per quanto riguarda gli autovelox non omologati.

La decisione di bloccare il decreto arriva in un momento delicato, in cui il sistema di rilevamento della velocità in Italia è al centro di numerose polemiche. Da un lato, c’è chi sostiene che gli autovelox siano essenziali per garantire la sicurezza stradale, riducendo gli incidenti causati dall’eccesso di velocità. Dall’altro, però, non mancano le critiche verso un sistema spesso considerato farraginoso e poco trasparente, con dispositivi che non sempre rispettano i requisiti tecnici previsti dalla legge.

Proprio per questo, il decreto sospeso avrebbe rappresentato un punto di svolta, introducendo regole più chiare e uniformi sull’uso degli autovelox. Tuttavia, la decisione di Salvini di chiedere ulteriori verifiche lascia aperte numerose questioni, tra cui quella relativa alla validità delle multe già elevate e alla possibilità che vengano contestate in sede legale.

Intanto, il dibattito sul tema continua a dividere l’opinione pubblica. C’è chi vede nella sospensione del decreto un’opportunità per rivedere un sistema che, secondo alcuni, è stato utilizzato più come strumento per fare cassa che per garantire la sicurezza stradale. Altri, invece, temono che il rinvio possa prolungare l’attuale situazione di incertezza, con migliaia di multe ancora in bilico tra conferme e annullamenti.

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