Autovelox, Salvini blocca il decreto: "Serve più trasparenza, stop ai dispositivi ‘furbi’"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto del ministero dei Trasporti che avrebbe dovuto regolamentare l’uso degli autovelox, annunciato pochi giorni fa e già pronto per la trasmissione a Bruxelles, è stato congelato “su indicazione” diretta di Matteo Salvini. Il motivo? Secondo il Mit, servono “ulteriori approfondimenti”, una mossa che il vicepremier e ministro delle Infrastrutture ha definito parte di una più ampia “operazione trasparenza” a tutela degli automobilisti.

A chiarire la decisione, intervenuta dopo che il Corriere della Sera aveva anticipato i contenuti del provvedimento, è stato lo stesso Salvini durante un question time alla Camera. «L’autovelox in strade pericolose, vicino a scuole, ospedali o case di riposo è sacrosanto», ha precisato, sottolineando però la necessità di evitare che questi dispositivi si trasformino in una “tassa occulta”. Il riferimento è ai cosiddetti autovelox “furbi”, quelli posizionati – secondo le critiche più ricorrenti – non per garantire la sicurezza stradale, ma per generare entrate.

Proprio per fare chiarezza, il ministro ha annunciato una ricognizione completa di tutti i dispositivi attivi in Italia, da condurre insieme all’Anci e al ministero dell’Interno. «Non si sa quanti e quali autovelox ci siano effettivamente sulle strade», ha ammesso, lasciando intendere che l’obiettivo è una mappatura puntuale, prima di qualsiasi nuova regolamentazione.

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