Caos autovelox: bloccato il decreto, multe a rischio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La questione degli autovelox, già da mesi al centro di polemiche e ricorsi, si complica ulteriormente dopo la decisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di sospendere lo schema di decreto che avrebbe dovuto regolarne l’uso. A fermare il provvedimento, già in fase di trasmissione a Bruxelles, è stato il ministro Matteo Salvini, che ha giustificato la mossa con la necessità di "ulteriori approfondimenti". Un passo indietro che lascia nel limbo migliaia di multe già contestate e getta ombre sulla validità dei dispositivi ancora in funzione.

Il nodo principale riguarda l’omologazione degli apparecchi, tema su cui si sono accesi gli animi in più occasioni. La Cassazione, in una sentenza che aveva fatto discutere, aveva disposto addirittura il sequestro degli autovelox approvati ma non omologati, creando un vuoto normativo che il ministero aveva tentato di colmare con il decreto ora sospeso. Quel testo avrebbe automaticamente convalidato tutti i dispositivi installati dopo il 13 agosto 2017, mettendo fine a una lunga disputa terminologica tra "approvazione" e "omologazione". Ma l’intervento di Salvini ha ribaltato di nuovo il tavolo, lasciando irrisolti i dubbi sulla legittimità delle sanzioni già elevate.

Intanto, nei comuni interessati dalla presenza massiccia di autovelox – come Lendinara, dove il caso è esploso – l’opposizione ha sollevato interrogazioni sulle procedure seguite, puntando il dito contro presunte irregolarità. Si discute del mancato rispetto dei criteri tecnici, del funzionamento del sistema T-red e degli introiti previsti dalle multe, cifre che in alcuni casi hanno superato ogni aspettativa. La prefettura, dal canto suo, potrebbe essere costretta a intervenire spegnendo alcuni dispositivi, aggravando una situazione già caotica.

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