Salvini blocca il decreto sugli autovelox, serve più tempo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha fermato il provvedimento che avrebbe definito le regole per l’installazione e l’utilizzo degli autovelox in Italia. Il decreto, già pronto per l’invio a Bruxelles, è stato sospeso per consentire ulteriori verifiche tecniche, come confermato da una nota del ministero.

La normativa avrebbe dovuto chiarire una questione irrisolta da decenni: l’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità, obbligatoria dal 1992 ma mai disciplinata da un regolamento attuativo. Senza una procedura ufficiale, le multe elevate con questi strumenti sono spesso contestate in tribunale, generando un contenzioso che ha portato all’annullamento di numerose sanzioni.

Il testo bloccato avrebbe imposto criteri più stringenti per l’installazione degli autovelox, prevedendo ad esempio cartelli ben visibili e una distanza minima dai cambi di limite. Ma la sua applicazione, secondo alcune stime, avrebbe reso inutilizzabili molti apparecchi già attivi, con effetti immediati sulle entrate degli enti locali.

Le associazioni dei consumatori, da tempo critiche verso l’uso "punitivo" dei rilevatori di velocità, avevano accolto con favore l’ipotesi di regole più chiare. Ora, però, tutto è rimandato a data da destinarsi. Intanto, i tribunali continueranno a essere invasi da ricorsi, mentre le forze dell’ordine dovranno fare i conti con uno strumento il cui valore probatorio resta, di fatto, ambiguo.

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