Morta l’attrice Nadia Farès: il dramma in piscina e il coma durato una settimana

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non c’è stato nulla da fare per Nadia Farès, l’attrice francese di origini marocchine e armene che il mondo del cinema ricorda per il ruolo ne “I fiumi di porpora”. La 57enne, che era stata trovata priva di sensi sul fondo di una piscina nel nono arrondissement di Parigi, si è spenta venerdì all’ospedale Pitié-Salpêtrière. A darne l’annuncio, attraverso una nota diffusa all’Afp, sono state le figlie Cylia e Shana Chasman, le quali – nel tentativo di trattenere il dolore per la perdita della madre – hanno voluto sottolineare come la Francia abbia perso una “grande artista”. L’incidente, avvenuto sabato scorso in un complesso sportivo di rue Blanche, l’aveva costretta a un ricovero d’urgenza e a un coma farmacologico dal quale, purtroppo, non si è più risvegliata.

Il malore in acqua e i soccorsi tempestivi

L’allarme era scattato intorno a mezzogiorno di sabato, quando la donna – che si stava allenando con pinne e tavoletta – ha improvvisamente perso conoscenza, rimanendo sommersa per diversi minuti. A trovarla in fondo alla vasca sono state alcune persone presenti all’interno della struttura; queste, dopo averla prontamente soccorsa, hanno allertato i vigili del fuoco. Nonostante la rapidità dell’intervento e il trasporto immediato nel reparto di terapia intensiva della Pitié-Salpêtrière, i medici si sono trovati di fronte a una situazione clinica estremamente complessa, tale da richiedere l’induzione di un coma artificiale per proteggere le funzioni vitali. La procura di Parigi, come prassi in questi casi, ha comunque aperto un’inchiesta per accertare la dinamica esatta dei fatti, sebbene al momento non emergano profili di reato o responsabilità penali dirette.

Una carriera tra Francia e Stati Uniti

Nata a Marrakech nel 1968 ma cresciuta a Nizza, la Farès aveva iniziato la sua ascesa nel mondo della settima arte negli anni Novanta, lavorando con registi del calibro di Claude Lelouch e Alexandre Arcady, prima di ottenere la consacrazione internazionale accanto a Jean Reno. Il suo volto, infatti, era diventato celebre proprio grazie al thriller di Mathieu Kassovitz, un successo che le aveva aperto le porte del cinema d’azione hollywoodiano. Dopo una pausa volontaria durata circa dieci anni – periodo in cui si è dedicata alla famiglia seguendo il marito, il produttore Steven Chasman, negli Stati Uniti – l’attrice era tornata a recitare in produzioni di rilievo come la serie “Marseille” di Netflix, dimostrando una versatilità che pochi colleghi possiedono. La sua ultima intervista, rilasciata a gennaio, lasciava intendere un forte desiderio di tornare anche dietro la macchina da presa: stava infatti lavorando a una commedia d’azione per Tf1 Studios, un progetto da regista che purtroppo non riuscirà a portare a termine.

I precedenti problemi di salute

Proprio in quell’intervista, rilasciata al magazine “Gala”, la Farès aveva rivelato un dettaglio forse cruciale per comprendere la fragilità del suo fisico, un retroscena che getta un’ombra lunga sulla tragedia. L’attrice aveva raccontato di essere sopravvissuta a un aneurisma cerebrale nel 2007 – definendolo una “bomba a orologeria” che andava trattata con urgenza – e di aver subito tre interventi al cuore nell’arco di soli quattro anni. Nonostante questo pesante fardello medico, l’artista non aveva mai smesso di coltivare la passione per il nuoto, un’attività che praticava con regolarità (quattro volte a settimana) e che, paradossalmente, è stata lo scenario del suo dramma. La pista del malore improvviso, legato a queste pregresse condizioni cliniche, è al momento quella privilegiata dagli inquirenti, sebbene le indagini stiano ancora esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza del centro sportivo per escludere qualsiasi altra evenienza.

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