Morta l’attrice Nadia Farès: fatale il malore in acqua, aperta un’inchiesta
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non ce l’ha fatta Nadia Farès. L’attrice francese di origini marocchine, conosciuta dal grande pubblico per il suo ruolo ne “I fiumi di porpora”, si è spenta all’età di 57 anni all’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi. La donna, che versava in condizioni critiche da quasi una settimana dopo il ritrovamento in una piscina del nono arrondissement della capitale, non si è più ripresa dal coma indotto nel quale era stata indotta dai sanitari. A darne l’annuncio, attraverso una nota diffusa all’Agence France-Presse, sono state le figlie Cylia e Shana Chasman, le quali hanno chiesto rispetto e riservatezza per il dolore che le ha colpite. La loro madre, come spiegano, lascia un vuoto incolmabile nella loro vita privata, ma anche una carriera solida alle spalle, fatta di ruoli intensi tra il cinema d’autore francese e le produzioni action internazionali.
Il dramma in piscina e i soccorsi
Tutto è accaduto nel pomeriggio dell’11 aprile, all’interno del complesso sportivo Blanche, un club esclusivo situato in una zona elegante di Parigi. Secondo le prime ricostruzioni, che gli inquirenti stanno verificando attraverso i filmati di sorveglianza e le testimonianze dei presenti, la Farès stava facendo delle vasche regolari, equipaggiata con pinne e una tavola. A un certo punto, forse a causa di un improvviso malore che l’ha colta di sorpresa mentre era in acqua, si sarebbe liberata della tavola senza riemergere. Un altro bagnante, accortosi della sua assenza in superficie, ha subito cercato sott’acqua, trovandola esanime sul fondo. La dinamica, sebbene chiara nella sua tragica consequenzialità, è al vaglio della polizia: l’attrice sarebbe rimasta sommersa, in posizione curva, per un lasso di tempo stimato tra i tre e i quattro minuti prima di essere soccorsa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno tentato di rianimarla prima del trasporto d’urgenza al nosocomio.
L’inchiesta della procura di Parigi
La procura di Parigi ha immediatamente aperto un’inchiesta, affidata ai commissariati del nono arrondissement, per fare piena luce sulle cause del decesso. Sebbene al momento non siano state rilevate infrazioni penali a carico della direzione dell’impianto sportivo o del bagnino di turno, gli investigatori stanno cercando di capire se ci siano state negligenze nei protocolli di sicurezza o se si sia trattato esclusivamente di un tragico incidente legato allo stato di salute della vittima. La salma, come da prassi, potrebbe essere sottoposta a esami autoptici per determinare con esattezza cosa abbia causato il malore improvviso. Una delle piste seguite con maggiore attenzione, e che sembra essere la più accreditata, è quella del malore cardiaco. La Farès, come ha rivelato lei stessa in alcune interviste passate, aveva un passato clinico complesso: diversi anni fa aveva subito una rottura di un aneurisma, seguita da tre interventi chirurgici al cuore nell’arco di quattro anni. Questa fragilità, mai del tutto risolta, potrebbe aver giocato un ruolo fatale durante lo sforzo fisico in vasca.
Una carriera tra la Francia e Hollywood
Nata a Marrakech nel 1968 da padre marocchino e madre armena, Nadia Farès si era trasferita in Francia da giovane per inseguire la passione per la recitazione. Dopo gli esordi televisivi, la svolta arrivò con il thriller “I fiumi di porpora” (Les Rivières pourpres) diretto da Mathieu Kassovitz, dove recitò accanto a giganti del calibro di Jean Reno e Vincent Cassel. Quel film, tratto dal romanzo di Jean-Christophe Grangé, le aprì le porte del mercato internazionale. Negli anni successivi, l’attrice alternò ruoli in produzioni francesi a incursioni a Hollywood, apparendo in film d’azione come “War” con Jet Li e Jason Statham, dimostrando una versatilità che pochi colleghi potevano vantare. Negli ultimi anni, era tornata a farsi apprezzare dal pubblico seriale grazie alla partecipazione alla serie Netflix “Marsiglia” (Marseille), al fianco di Gérard Depardieu, dimostrando che il suo talento non conosceva confini di formato.




