È morta Nadia Fares, l’attrice trovata in coma in una piscina di Parigi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Corpo senza vita di Nadia Fares, attrice e modella francese di origini marocchine, è stato restituito alla cronaca soltanto dopo una settimana di agonia. La cinquantasettenne, infatti, è deceduta il 17 aprile all’ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi, dove era stata ricoverata in seguito a un drammatico incidente verificatosi in un club privato del nono arrondissement. A darne l’annuncio, con una sobria nota che ha scosso l’ambiente cinematografico transalpino, sono state le figlie Cylia e Shana Chasman Fares. La donna era stata rinvenuta priva di sensi sul fondo della piscina dell’esclusivo circolo sportivo di Rue Blanche, l’11 aprile scorso, mentre secondo le prime informazioni stava svolgendo la sua consueta attività natatoria.

Il ritrovamento in Rue Blanche e il ricovero d’urgenza

I soccorritori, allertati dal personale del club, hanno estratto Fares dall’acqua dopo che questa era rimasta immersa per diversi minuti, probabilmente a causa di un improvviso malore che l’avrebbe fatta perdere conoscenza. Le ricostruzioni iniziali, ancora al vaglio degli inquirenti, escluderebbero al momento interferenze esterne, ma nessuna ipotesi è stata formalmente scartata. Trasportata con urgenza al nosocomio parigino, l’attrice è stata subito collocata in terapia intensiva; qui è rimasta in coma per circa sette giorni, senza mai riprendere conoscenza. La sua scomparsa, avvenuta a cinquantasette anni compiuti da pochi mesi, ha riaperto i riflettori su una vicenda che mescola il dolore privato di una famiglia – le due figlie, che hanno atteso invano un risveglio – con il rigore di un’inchiesta giudiziaria ancora in corso.

Aperta un’inchiesta: si cercano le cause dell’incidente

La procura di Parigi, come confermato da fonti vicine al caso, ha disposto l’apertura di un fascicolo per accertare le cause esatte del decesso. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei dipendenti del club e degli eventuali altri utenti presenti al momento del ritrovamento, senza escludere verifiche tecniche sull’impianto della vasca e sulle condizioni di sicurezza della struttura. Nessun elemento, al momento, lascia presagire responsabilità penali dirette, ma il fascicolo resta in carico alla sezione criminale per escludere con certezza ogni evenienza, compresa quella di un malore improvviso dovuto a patologie pregresse. Le autorità non hanno ancora reso noto l’esito dell’autopsia, che potrebbe fornire risposte decisive sul motivo per cui Fares abbia perso i sensi mentre nuotava.

Una carriera tra moda e cinema, dal successo di “I fiumi di porpora”

Nadia Fares, nata a Marrakech ma parigina d’adozione, aveva costruito la propria notorietà negli anni Novanta e Duemila grazie a una filmografia eterogenea: la si ricorda in particolare per il ruolo nel thriller “I fiumi di porpora” (con Jean Reno), ma la sua presenza si era fatta notare anche in produzioni televisive francesi e in diverse campagne di moda internazionali. La sua doppia origine – marocchina da un lato, armena dall’altro – aveva influenzato una certa versatilità espressiva, sebbene la stampa transalpina l’avesse sempre descritta come un’artista riservata, lontana dai riflettori del gossip. Proprio questa discrezione rende ora più opaco il quadro delle sue abitudini quotidiane, compresa quella di frequentare il club di Rue Blanche, un circolo privato non accessibile al grande pubblico.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.