È morta Nadia Farès, l’attrice de “I fiumi di porpora” aveva 57 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attrice e modella francese di origini marocchine Nadia Farès si è spenta il 17 aprile a Parigi all’età di 57 anni, dopo aver trascorso circa una settimana in coma presso l’ospedale Pitié-Salpêtrière. La sua scomparsa, avvenuta venerdì sera, è stata annunciata dalle figlie Cylia e Shana Chasman Farès, le quali – attraverso un breve messaggio pubblico – hanno chiesto “rispetto e discrezione” in questo momento di lutto. La Francia, hanno scritto, “ha perso una grande artista, ma per noi è soprattutto una madre che abbiamo appena perso”.
Il ritrovamento in una piscina del nono arrondissement
La dinamica che ha portato al ricovero della Farès risale all’11 aprile, quando la donna è stata trovata priva di sensi sul fondo di una piscina situata all’interno di un club privato nel nono arrondissement della capitale francese. Stando alle prime ricostruzioni, si trovava in acqua mentre stava nuotando; qualcuno l’ha notata in condizioni di incoscienza e ha dato l’allarme. Trasportata d’urgenza al nosocomio, è stata immediatamente ricoverata in terapia intensiva, ma non c’è stato nulla da fare: il coma indotto dalla prolungata mancanza di ossigeno, e le conseguenze neurologiche che ne sono derivate, si sono rivelate irreversibili.
Una carriera tra Francia e successo internazionale
Nata in Francia da famiglia marocchina (con ascendenza anche armena, come ricordano alcune biografie), la Farès aveva costruito la propria notorietà prima come modella e poi, a partire dagli anni Novanta, come attrice cinematografica. Il ruolo che l’ha resa celebre al grande pubblico, anche in Italia, è stato quello nel thriller “I fiumi di porpora” (2000) di Mathieu Kassovitz, pellicola che le ha aperto le porte del mercato internazionale. Pur non avendo mai cercato i riflettori hollywoodiani, la sua presenza scenica – intensa e misurata – l’aveva imposta come una delle interpreti più versatili del cinema francese di genere, capace di passare con disinvoltura da produzioni commerciali a pellicole d’autore.
L’indagine giudiziaria e l’assenza di ipotesi preliminari
Le autorità francesi, come prevede la prassi in caso di morte violenta o sospetta avvenuta in luogo pubblico o privato aperto al pubblico, hanno aperto un’inchiesta per accertare le esatte circostanze dell’incidente. Al momento, nessuna informazione ufficiale lascia supporre la presenza di terzi coinvolti o di comportamenti dolosi: l’ipotesi più accreditata rimane quella di un malore improvviso – forse un problema cardiaco o una crisi epilettica – che avrebbe fatto perdere i sensi all’attrice mentre si trovava in acqua. Gli inquirenti stanno acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza del club e ascoltando i dipendenti e gli eventuali testimoni presenti al momento del ritrovamento. L’ospedale Pitié-Salpêtrière, dove la Farès è deceduta, ha trasmesso alla procura di Parigi la documentazione clinica relativa ai sette giorni di coma, per escludere o confermare eventuali negligenze nel soccorso. Dalle prime verifiche, però, i tempi di intervento dei sanitari sarebbero stati compatibili con le procedure d’emergenza.




