Andrea Bajani vince lo Strega con "L’anniversario", un romanzo che interroga i legami familiari

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Andrea Bajani, scrittore torinese di nascita romana ma legato a doppio filo alla sua città d’adozione, ha conquistato il Premio Strega 2025 con L’anniversario, edito da Feltrinelli. Un riconoscimento che, dopo il successo nello Strega Giovani, conferma la sua voce tra le più significative del panorama letterario italiano. Il libro, che ha ottenuto 194 voti su 646, superando opere come Perduto è questo mare di Elisabetta Rasy e Quello che so di te di Nadia Terranova, affronta con crudo realismo il tema dei rapporti familiari, scavando nelle dinamiche di un legame che, pur lacerante, sembra impossibile recidere del tutto.

Protagonista del romanzo è un figlio che, osservando con dolorosa lucidità un padre autoritario e una madre prigioniera dei ruoli tradizionali, arriva a contemplare l’abbandono. Una scelta estrema, quella di prendere le distanze, che però non cancella il peso di un’eredità emotiva destinata a persistere. «Non è possibile chiudere per sempre con i genitori», ha commentato lo psicoanalista Massimo Ammaniti, sottolineando come la famiglia continui a vivere dentro di noi, anche quando cerchiamo di allontanarcene.

Bajani, che ha condiviso in passato esperienze professionali e persino una casa con colleghi e amici, è noto per una scrittura che fonde autobiografia e finzione, un approccio che lo avvicina ad autori come Emmanuel Carrère. La sua capacità di dissezionare affetti e conflitti, senza indulgenza ma con una compassione sottile, è uno dei motivi per cui il suo lavoro risuona così profondamente.

Stasera sarà il protagonista di Cervo ti Strega, l’evento organizzato dal Comune di Cervo nella suggestiva piazza dei Corallini, condotto dalla giornalista Monica Giandotti. Un’occasione per presentare al pubblico un’opera che, pur radicata in vicende personali, solleva interrogativi universali: fino a che punto possiamo liberarci da chi ci ha cresciuti? E cosa resta di noi quando proviamo a farlo?

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