Moviola Inter-Kairat, Corsport: “5 a Godinho, c’era un rigore”
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Redazione Sport
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Il Corriere dello Sport, nell'edizione odierna, ha riservato una valutazione tutt'altro che lusinghiera alla prestazione dell'arbitro portoghese Luís Miguel Branco Godinho, al suo debutto assoluto nella fase a gironi di Champions League, assegnandogli un voto pari a 5. La sua serata, che lo ha visto alla guida dell'incontro tra Inter e Kairat Almaty al Meazza, è stata giudicata, secondo il quotidiano romano, "tutt'altro che memorabile", un esordio in cui ha mostrato incertezze rilevanti nella gestione degli episodi più delicati. L'analisi della moviola, condotta con attenzione, ha evidenziato due situazioni diametralmente opposte, entrambe risolte in modo discutibile: da un lato, l'assegnazione frettolosa di un calcio di rigore, poi corretto grazie all'intervento del VAR, e dall'altro, la mancata concessione di un'altra potenziale penalità, sulla quale le telecamere hanno offerto uno spunto di riflessione ben più consistente.
Il rigore concesso e poi annullato
L'episodio più plateale, che ha catalizzato l'attenzione di tifosi e addetti ai lavori, è stato quello che ha visto protagonista il difensore interista Bisseck. Godinho, in un primo momento, aveva fischiato con decisione un calcio di rigore a favore dell'Inter, interpretando un contatto in area di rigore come un fallo netto. Tuttavia, la revisione da parte del VAR ha costretto l'arbitro a riconsiderare la propria decisione; recatosi al monitor di bordo, ha infatti potuto constatare come l'azione di Bisseck, nonostante uno slalom che aveva messo in difficoltà il difensore avversario Arad, si fosse conclusa con un semplice contatto, privo della intensità necessaria per configurare un'infrazione penalmente sanzionabile. L'arbitro portoghese, che inizialmente aveva visto l'azione "al contrario", ha dunque dovuto rettificare il suo giudizio, annullando quanto precedentemente decretato.
La potenziale penalità non assegnata
Se da una parte c'è stato un eccesso di zelo, dall'altra il direttore di gara ha mostrato una certa reticenza nel far intervenire il fischio. Il Corriere dello Sport, infatti, solleva un dubbio ben più pressante riguardo a un'altra azione, quella che ha coinvolto il centrocampista nerazzurro Frattesi. Secondo l'analisi del quotidiano, proprio in quell'occasione si sarebbe potuto configurare un calcio di rigore per l'Inter, molto più netto di quello poi revocato a Bisseck. La riflessione si spinge oltre, arrivando a interrogare indirettamente il responsabile degli arbitri italiani, Rocchi, sul ruolo del VAR in simili circostanze: il sistema, in questo caso, si è trincerato dietro la soggettiva valutazione dell'intensità del contatto, una scelta che lascia spazio a interpretazioni e perplessità, come quelle espresse chiaramente dalle colonne del giornale.
Il giudizio complessivo sulla serata arbitrale
La somma di queste decisioni, unita ad altri piccoli episodi di dubbia gestione come contrasti al limite e falli non sanzionati, ha contribuito a delineare un'immagine poco rassicurante dell'arbitraggio internazionale. La performance di Godinho, che fino a questa sera aveva diretto esclusivamente partite di preliminare, è apparsa sotto i riflettori di San Siro come acerba e non all'altezza della delicatezza della competizione. Il voto insufficiente del Corsport riflette proprio questa discrepanza tra l'aspettativa per una gara di Champions League e la concretezza di una prestazione giudicata opaca e, in alcuni suoi frangenti, decisamente fallace, nonostante la tecnologia abbia ovviato a quello che sarebbe stato l'errore più grave.




