Le nuove regole fiscali per le auto aziendali in uso promiscuo: cosa cambia con la circolare 10/E/2025
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Redazione Economia
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L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 10/E/2025 del 3 luglio scorso, ha chiarito le modalità di tassazione dei redditi da lavoro dipendente legati all’uso promiscuo di autoveicoli, motocicli e ciclomotori concessi dalle aziende. Le modifiche, introdotte dalla Legge di bilancio 2025 e dal decreto legge 19/2025, rivedono l’articolo 51, comma 4, lettera a) del TUIR, puntando a favorire i veicoli a basse emissioni e a penalizzare quelli più inquinanti, in linea con gli obiettivi ambientali europei.
Se il mezzo è stato ordinato entro il 31 dicembre 2024 e consegnato al dipendente entro il primo semestre di quest’anno, oppure immatricolato e consegnato tra il 1° luglio 2020 e la fine dello scorso anno, si applica ancora il vecchio regime fiscale. Una deroga temporanea che, però, non riguarda i veicoli acquisiti successivamente, per i quali vige la nuova disciplina. Tra le novità più discusse, c’è l’inclusione nel reddito del lavoratore dei rimborsi per le spese di ricarica delle auto elettriche e ibride, a differenza di quanto avviene per i carburanti tradizionali. Una scelta che ha sollevato non poche perplessità tra gli esperti, come sottolineato da Guarnerio di Rödl & Partner durante il Fleet&Business Day.
La circolare fornisce anche indicazioni sul calcolo del fringe benefit, sebbene permangano zone d’ombra. L’articolo 1, comma 48 della legge 207/2024, modificando l’articolo 51 del TUIR, ha ridefinito i criteri di valutazione del beneficio, ma senza eliminare del tutto le incertezze interpretative. Intanto, il governo dovrà affrontare un altro nodo cruciale: entro pochi mesi scadrà la delega fiscale conferitagli dal Parlamento, che include anche un riordino del trattamento tributario delle auto aziendali, sia per le grandi imprese che per i professionisti.




