Milano batte il Maccabi e resta in corsa per i play-in di Eurolega

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Olimpia Milano stringe i denti, vince una partita sporca e complicata contro il Maccabi Tel Aviv e continua a crederci. Nel trentunesimo turno di Eurolega, andato in scena all’Allianz Cloud, la squadra di coach Peppe Poeta si è imposta con il punteggio di 96-87, ottenendo la seconda vittoria consecutiva nella massima competizione europea e, fatto non secondario, incassando il doppio confronto stagionale con gli israeliani, battuti già all’andata sul campo neutro di Belgrado. Un successo che vale doppio, insomma, perché tiene i biancorossi incollati al gruppo delle squadre in lotta per un posto nei play-in quando mancano sette giornate al termine della regular season.

La partita, va detto senza troppi giri di parole, non è stata una delle più limpide dal punto di vista del gioco, ma ha mostrato una qualità che spesso fa la differenza in questa fase della stagione: la solidità mentale. Milano ha subito la verve iniziale del Maccabi, chiuso il primo quarto sotto di un punto (25-26) e parso in difficoltà nel contenere le iniziative di Gur Lavi e Jimmy Clark, scatenati nei primi dieci minuti. L’equilibrio, però, si è rotto nel secondo periodo, quando l’Olimpia ha alzato il livello di aggressività in difesa, piazzando un parziale di 28-16 che ha ribaltato la gara e consegnato ai padroni di casa un rassicurante +11 all’intervallo.

È stato il momento chiave del match, quello in cui la squadra di Poeta ha messo il naso avanti e non lo ha più tolto, pur dovendo gestire i continui tentativi di rientro del Maccabi. Gli ospiti, nonostante le difficoltà oggettive legate alla sospensione del campionato israeliano e a una preparazione quantomeno travagliata, hanno retto il campo per tutti i quaranta minuti. Nella ripresa, infatti, ci hanno provato in tutti i modi: hanno piazzato un contro-parziale firmato da Lonnie Walker IV e Roman Sorkin, si sono riavvicinati più volte, hanno messo pressione, ma ogni volta che il punteggio tornava in bilico, Milano trovava la giocata per ristabilire le distanze.

A fare la differenza, come spesso accade in queste serate, è stato il contributo dei singoli, e in particolare la prova mastodontica di Josh Nebo. Il lungo biancorosso, ex di turno, ha dominato sotto le plance mettendo insieme una doppia doppia da 19 punti e 10 rimbalzi, risultando determinante sia in fase offensiva, con i suoi tap-in e le sue schiacciate, sia in difesa, dove ha protetto l’area con cinque stoppate. Intorno a lui, si è moso con intelligenza Shavon Shields, autore di 17 punti conditi da un paio di triple pesantissime nel finale, e Zach LeDay, che ne ha aggiunti 15, confermandosi un fattore sotto le plance. E poi Marko Guduric, fondamentale in regia e in fase realizzativa con 11 punti e ben 8 assist, a dimostrazione di quanto il giro palla milanese abbia funzionato nei momenti cruciali.

Dall’altra parte, il Maccabi ha pagato forse l’assenza di ritmo partita, ma non si è certo nascosto. Oltre ai 16 punti di Walker, ex NBA che ha acceso la scintilla nel terzo quarto, sono arrivate risposte importanti da Lavi, miglior marcatore della sua squadra con 15 punti, e da un combattivo Brissett, che ha lottato su ogni pallone. Coach Oded Kattash, nel dopo gara, ha parlato di una partita persa nel secondo quarto, quando la sua squadra ha perso il controllo del ritmo e non è più riuscita a ritrovarlo, complice anche la pressione difensiva milanese.

Questa vittoria, la numero sedici in Eurolega per l’Olimpia, proietta i biancorossi all’undicesimo posto in classifica, a una sola lunghezza dalla zona che vale la post-season. Una situazione di classifica che, a sette turni dalla fine, resta fluida e incerta, con otto squadre racchiuse in due vittorie. Ma per l’EA7, adesso, l’attenzione deve spostarsi velocemente su un altro fronto: domenica sera, al Pala Virtus di Bologna, c’è il big match di campionato contro le V Nere, un altro crocevia fondamentale per dare continuità a questo momento positivo.

La svolta nel secondo quarto e la gestione del finale

Se c’è un momento in cui la partita ha preso la piega giusta per Milano, è stato senza dubbio il secondo quarto. Dopo un primo periodo giocato a ritmi altissimi ma con troppe concessioni difensive, l’Olimpia ha stretto le maglie, alzato l’intensità fisica e costretto il Maccabi a forzare le conclusioni. Il parziale di 28-16 è nato proprio da lì: da una difesa più attenta, da qualche palla recuperata e da transizioni veloci che hanno messo in ritmo LeDay e Guduric. Il vantaggio in doppia cifra all’intervallo, seppur non definitivo, ha dato la consapevolezza di poter controllare la gara.

Nella seconda metà, però, il Maccabi ha cambiato marcia, trascinato dall’energia di Walker e dalla fisicità di Sorkin. Gli israeliani hanno ridotto il gap più volte, arrivando anche a -4 a pochi minuti dalla sirena, ma ogni volta si sono scontrati con la solidità di un gruppo che, pur soffrendo, non ha mai perso la testa. Le due triple di Shields nel finale, quelle che hanno fissato il +10 a ridosso degli ultimi due minuti, sono state la zampata che ha chiuso i conti, anche se il Maccabi ha continuato a lottare fino all’ultimo possesso. Alla fine, sono stati i liberi di Quinn Ellis a mettere il sigillo su una serata comunque positiva, che conferma la crescita di una squadra ancora in piena corsa su due fronti.

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