Ds n°7, la prova del suv francese costruito a Melfi. Lusso e materiali pregiati, ma il tre cilindri ibrido va in affanno
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Redazione Economia
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La DS N°7 è una raffinata crossover medio-grande che rimpiazza la DS 7, segnando un cambio di passo importante per il marchio francese del gruppo Stellantis. L’auto, prodotta nello stabilimento lucano di Melfi, è completamente nuova e condivide la base meccanica – la piattaforma Stla Medium – con modelli del calibro di Peugeot 3008 e Jeep Compass, pur differenziandosene per una chiara identità stilistica che punta tutto sull’eleganza.
Rispetto al modello che sostituisce, la nuova arrivata cresce di ben 7 centimetri in lunghezza, toccando quota 4,66 metri, un dato che la posiziona a cavallo tra i segmenti C e D e che promette maggiore abitabilità interna.
Addio al diesel, spazio all’elettrico e al mild hybrid
Tra le novità più significative, la scomparsa del motore a gasolio dal listino: una scelta coraggiosa che riflette l’evoluzione del mercato e le strategie del gruppo verso una mobilità sempre più elettrificata. Oggi la DS N°7 è proposta in due anime principali, ovvero la versione completamente elettrica E-Tense e la variante a benzina mild hybrid, oggetto del nostro test su strada. Quest’ultima abbinata al noto tre cilindri turbo 1.
2, che in questa configurazione si sposa con un motore elettrico da 29 CV integrato all’interno del dolce cambio robotizzato, per una potenza combinata complessiva di 145 CV. Una soluzione tecnica che mira a coniugare l’efficienza nei consumi con un approccio alla guida il più possibile fluido, anche se la risposta dell’unità termica, quando messa alle strette, tradisce una certa fatica nel gestire la stazza del veicolo.
A bordo di una francese costruita in Italia
Essere premium alla francese non è mai stato semplice, eppure DS continua a crederci con convinzione, puntando su un abitacolo rivestito con materiali pregiati e su una cura dei dettagli che si percepisce immediatamente appena ci si siede al volante. La plancia, dal design pulito e ordinato, gioca la carta della raffinatezza tattile con inserti in tessuto e pelle che ricordano l'arte dell’alta moda transalpina, mentre la strumentazione digitale e il grande schermo centrale integrano con discrezione la tecnologia senza appesantire l’ambiente.
Le finiture sono di alto livello e l’insonorizzazione, sebbene buona, non riesce a nascondere completamente il lavorio del tre cilindri quando si affrontano tratti in salita o si richiede una ripresa decisa, segno che il bilanciamento tra lusso e prestazioni ha scelto di privilegiare il primo aspetto.
La piattaforma Stla Medium, che rappresenta il cuore tecnologico del progetto, viene utilizzata anche per la Opel Grandland, la Peugeot 3008, la 5008 e la Citroën e-C5 Aircross, e garantisce una versatilità che si traduce in un'ottima base per gli allestimenti più disparati. Per la prima volta nella storia della DS 7, che ora cede il passo a questa nuova denominazione, viene offerta anche una versione 100% elettrica, disponibile in tre varianti di potenza e batteria che la rendono competitiva anche nel segmento delle auto a zero emissioni.
Il modello base, a trazione anteriore, eroga 169 kW e monta un pacco batterie da 73 kWh, che garantisce un’autonomia fino a 539 km nel ciclo WLTP, un dato più che dignitoso per la categoria. Chi invece cerca il massimo della percorrenza senza soste alla colonnina può optare per la versione intermedia Long Range, che spinge la potenza a 180 kW grazie alla batteria da 97 kWh, capace di assicurare un’autonomia dichiarata fino a 734 km, un valore particolarmente elevato che la pone ai vertici della classe per i suv di questa misura.
Una crossover elegante che vive nel presente
La DS N°7 si distingue quindi per il suo look inconfondibile e per la qualità percepita a bordo, elementi che rappresentano il vero cavallo di battaglia del costruttore. L’auto è comoda e abbastanza silenziosa, e l’esperienza di guida quotidiana non viene intaccata dalle piccole incertezze del propulsore ibrido, che fanno capolino solo nelle situazioni di massimo carico. Il design esterno, con i suoi fari a forma di gemma e le linee filanti, richiama l’attenzione senza gridare, mantenendo quel tono sobrio e aristocratico che è il marchio di fabbrica della casa francese.
In definitiva, la scelta di rinunciare ai cilindri in favore di un’ibridazione leggera e delle versioni elettriche rappresenta una scommessa, ma la qualità complessiva del prodotto e il fascino che emana fanno della DS N°7 una concorrente seria nel panorama dei crossover premium, capace di attrarre chi cerca più lo stile e il comfort che le prestazioni sportive.




