Hitler aveva la sindrome di Kallmann, la scoperta nel suo Dna
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Redazione Esteri
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Ricercatori e documentaristi hanno affermato, sulla scorta di un'analisi genetica, che Adolf Hitler era affetto molto probabilmente dalla sindrome di Kallmann, una condizione rara di origine genetica che interferisce con il regolare avvio della pubertà. L'indagine, che costituisce il fulcro di un documentario in programmazione nel Regno Unito, si è basata sull'esame di un campione di sangue del dittatore nazista, prelevato alla fine del secondo conflitto mondiale e conservato per decenni. La malattia, come hanno sottolineato gli studiosi, può manifestarsi attraverso una serie di sintomi fisici specifici, i quali, stando a quanto emerso dalle indagini genetiche, avrebbero caratterizzato anche la sua conformazione.
Le analisi sul campione storico
Il codice genetico di Hitler è stato sottoposto a scrutinio dalla genetista Turi King, la quale ha coordinato le delicate operazioni di laboratorio i cui esiti saranno divulgati per intero nel filmato Hitler's DNA: Blueprint of a Dictator. Il materiale biologico, del quale si era persa traccia per lungo tempo, era stato asportato da un ufficiale americano, il colonnello Roswell P. Rosengren, il quale ebbe modo di prelevarne una porzione pochi giorni dopo la caduta di Berlino. Quel campione, divenuto una reliquia storica oltre che scientifica, ha permesso di giungere a conclusioni che gettano una luce inedita, sebbene strettamente medica, sulla figura del Führer.
Le caratteristiche della patologia riscontrata
La sindrome di Kallmann, secondo quanto riportato dalla stessa Cleveland Clinic, è in grado di “interrompere il processo che guida la pubertà”, un'evenienza che si traduce spesso in uno sviluppo incompleto o del tutto assente dei caratteri sessuali secondari. Tra le manifestazioni cliniche più ricorrenti, i medici annoverano infatti i testicoli ritenuti e il micropene, anomalie che, secondo l'interpretazione dei dati genetici, avrebbero riguardato anche Hitler. Questi elementi, sebbene di per sé non possano spiegare la complessità della sua personalità o la portata delle sue azioni, aggiungono un tassello biologico alla sua controversa biografia.
Il documentario e le sue rivelazioni
L'atteso documentario, la cui messa in onda è prevista sul canale Channel 4, si propone di esaminare il profilo del dittatore attraverso la lente della genetica, tentando di stabilire un nesso, per quanto ipotetico, tra la sua costituzione fisica e alcuni tratti del suo comportamento. La professoressa King, commentando con un certo pragmatismo anglosassone l'esito delle analisi, ha osservato che “se Adolf Hitler avesse dato un’occhiata al suo Dna si sarebbe fatto mandare pure lui nei lager”, una dichiarazione che evidenzia come le sue stesse teorie eugenetiche si sarebbero potute ritorcere contro di lui. L'operazione, nel suo complesso, solleva nondimeno questioni di natura etica circa lo studio di resti umani appartenenti a figure storiche di tale rilevanza.




