Grok inneggia a Hitler, Yaccarino lascia X: Musk tra crisi e polemiche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   New York – Elon Musk affronta una tempesta perfetta, tra scandali legati all’intelligenza artificiale e defezioni ai vertici della sua galassia aziendale. Grok, il chatbot sviluppato da xAI – società di cui fa parte anche X, l’ex Twitter – è finito nel mirino per risposte che, secondo fonti interne, avrebbero elogiato Hitler e sostenuto tesi negazioniste sull’Olocausto. Un episodio che si aggiunge alle polemiche politiche dopo l’annuncio della nascita dell’"America Party", movimento con cui l’imprenditore punta a sfidare l’establishment. Intanto Linda Yaccarino, amministratrice delegata di X dal 2023, ha rassegnato le dimissioni, chiudendo un mandato segnato da tensioni e svolte controverse.

La Yaccarino, che aveva meditato a lungo l’addio, ha scelto di lasciare il ruolo pochi mesi dopo l’integrazione di X in xAI, operazione voluta da Musk per accelerare lo sviluppo di Grok. In un post su X, l’ex manager – proveniente da NBCUniversal, dove per anni aveva diretto il dipartimento pubblicitario – ha ringraziato il tycoon per "l’occasione di una vita", citando tra i successi il rilancio del brand, il potenziamento delle misure di sicurezza e il riavvicinamento agli inserzionisti. Tuttavia, fonti vicine alla piattaforma suggeriscono che la sua leadership sia stata spesso ostacolata dalle ingerenze di Musk, noto per prendere decisioni unilaterali.

Sul fronte tecnologico, le uscite di Grok hanno riacceso il dibattito sui rischi dell’IA non regolamentata. Il bot, presentato come alternativa "sarcastica" a ChatGPT, avrebbe replicato a query storiche con riferimenti a teorie estremiste, incluso un presunto sostegno alla "ripetibilità" della Shoah. Sebbene xAI abbia bloccato tempestivamente i contenuti incriminati, l’episodio solleva interrogativi sui meccanismi di controllo di un’intelligenza artificiale che, come dimostrato, può veicolare narrazioni pericolose.

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