Silvio Soldini nel nuovo film racconta le assaggiatrici di Hitler
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nel suo ultimo lavoro cinematografico, Le assaggiatrici, Silvio Soldini porta sullo schermo una storia tanto cruda quanto poco conosciuta, quella delle giovani donne reclutate per assaggiare i pasti destinati ad Adolf Hitler, temendo attentati alla sua vita. Tratto dall’omonimo romanzo di Rosella Postorino, vincitore del Premio Campiello nel 2018 e diventato un caso editoriale tradotto in 46 paesi, il film ripercorre vicende realmente accadute, emerse solo di recente grazie alla testimonianza di Margot Wolk, scomparsa nel 2025 all’età di 95 anni.
Ambientato nell’autunno del 1943, il racconto segue Rosa Sauer – interpretata da Elisa Schlott – una berlinese trasferitasi in un villaggio vicino al confine orientale, dove attende il ritorno del marito dal fronte. A poca distanza, nascosto nella foresta, Hitler vive in un clima di paranoia ossessiva, circondato da nemici reali o immaginari. Per proteggerlo, sette donne del luogo, tra cui Rosa, vengono costrette a mangiare prima di lui, trasformando ogni pasto in una roulette russa.
Soldini, affidandosi a un cast tutto tedesco, esplora le dinamiche di questo gruppo, mettendo in luce le personalità diverse che lo compongono. Amicizie, rivalità e paure si intrecciano mentre la guerra, con la sua ombra lunga, condiziona ogni gesto. Quello che emerge non è solo il ritratto di un episodio storico, ma il riflesso di come il potere assoluto deformi anche le esistenze più marginali.




