La Juventus vince e risponde, la Lazio naufraga a Como
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Redazione Sport
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Mentre la Juventus, che ha superato il Parma per 2-0 all'Allianz Stadium, fornisce una risposta autorevole alle vittorie delle inseguitrici, un'altra big del campionato, la Lazio, inciampa pesantemente nel primo turno. I bianconeri, sebbene avessero dominato il primo tempo, si erano scontrati con l'ottima prova del portiere avversario Suzuki; nella ripresa, dopo aver anche colpito un palo con Conceiçao, hanno trovato la via del gol con un'imprevedibile zampata di Dávid, abilmente servito dal talentuoso Yildiz. Il raddoppio di Vlahovic, ancora su assist del turco, ha chiuso la pratica pochi minuti dopo l'espulsione di Cambiaso, suggellando una vittoria che proietta la squadra di Thiago Motta in una posizione di rilievo.
Tutt'altro discorso, e ben più amaro, per la Lazio di Maurizio Sarri, sconfitta per 2-0 dal neopromosso Como in una partita il cui risultato, a dire di molti osservatori, è stato persino magnanimo verso i romani, considerando le numerose occasioni create dai lariani. Una prestazione opaca, quella dei biancocelesti, sulla quale il tecnico toscano non ha usato mezzi termini, definendola «mediocri» e lasciando intendere, senza troppi giri di parole, che l'unica speranza è che si sia trattato di un semplice e isolato incidente di percorso, aggiungendo che l'obbligo dei suoi è quello di «essere degni di questa maglia».
A decretare il successo del Como, oltre all'evidente fragilità degli avversari, è stata soprattutto una perla realizzata dal giovane argentino Nico Paz, autore di una splendida punizione che si è insaccata in rete come un autentico arcobaleno. La sua esecuzione, tecnicamente superlativa, ha lasciato stupiti gli addetti ai lavori per la difficoltà intrinseca del gesto atletico, compiuto in una situazione di equilibrio precario che avrebbe favorito un calciatore di destro, e non un mancino come lui.
Sulla sconfitta laziale è intervenuto anche Danilo Cataldi, uno dei veterani di squadra, tornato al club dopo l'esperienza alla Fiorentina. Il centrocampista, schierato titolare da Sarri, non ha cercato alibi e ha fatto pubblicamente mea culpa, dichiarando che dopo una prestazione del genere non resti altro da fare che «stare in silenzio, lavorare duro e chiedere scusa alla gente», specialmente a quel tifo che ha seguito la squadra in trasferta. Un atteggiamento di assunzione di responsabilità che, seppur doveroso, non cancella le preoccupazioni per un inizio di campionato finito subito in salita.




