PubMatic cita in giudizio Google chiedendo miliardi di dollari di risarcimento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo le sanzioni comminate dall’Unione Europea, che la scorsa settimana ha inflitto una maxi-multa da 2,95 miliardi di euro ad Alphabet per abuso di posizione dominante nel settore della pubblicità display, la holding di Google si trova ad affrontare un nuovo contenzioso legale di enorme portata. La piattaforma di tecnologia pubblicitaria PubMatic ha depositato una causa, nella quale chiede un risarcimento danni per miliardi di dollari, sostenendo di aver subito un grave pregiudizio a causa delle pratiche anticoncorrenziali poste in essere dal colosso di Mountain View.

Le accuse mosse dalla Commissione Europea, che PubMatic fa ora proprie in sede giudiziaria, delineano un sistema in cui Google avrebbe sfruttato la sua schiacciante superiorità di mercato per controllare l’intera filiera dell’ad tech, escludendo di fatto i concorrenti e impedendo loro di competere su un piano paritario. Secondo questa ricostruzione, l’azienda avrebbe creato un ecosistema chiuso, favorendo sistematicamente i propri servizi a danno di quelli terzi, come quelli offerti da PubMatic, in violazione palese delle norme antitrust.

In un’intervista rilasciata a Milano Finanza e Class Cnbc, la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue Teresa Ribera ha dichiarato che “il monopolio di Google va eliminato”, lasciando intendere che, qualora la big tech non presenti “alternative meno impattanti” per garantire una concorrenza effettiva, l’unica soluzione praticabile potrebbe essere una frammentazione delle sue attività, definita senza giri di parole “uno spezzatino”. Ribera ha inoltre aggiunto di considerare “inaccettabile” che un Paese terzo, in questo caso gli Stati Uniti guidati dal presidente Trump, pretenda di dettare al Vecchio Continente le modalità di esercizio della propria sovranità regolamentare e fiscale.

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