La primavera astronomica vista dallo spazio: l'equinozio e i suoi segreti
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Ieri, giovedì 20 marzo, l’equinozio di primavera ha segnato l’inizio della nuova stagione astronomica nell’emisfero settentrionale, mentre nell’emisfero meridionale ha dato il via all’autunno. Un momento che, oltre a rappresentare un passaggio climatico, offre spunti di riflessione scientifica e suggestioni visive. L’evento, che cade ogni anno in date variabili tra il 19 e il 21 marzo, è stato immortalato dallo spazio grazie a un’immagine diffusa da Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, che mostra il nostro pianeta avvolto nella luce del sole, con un equilibrio perfetto tra giorno e notte.
Il termine “equinozio”, derivante dal latino aequa-nox (notte uguale), indica proprio questa condizione di parità tra le ore di luce e quelle di buio. Un fenomeno che, sebbene spesso associato al 21 marzo, non ha una data fissa. Nel 2025, ad esempio, l’equinozio è avvenuto il 20 marzo alle 10.01, smentendo una credenza popolare radicata ma imprecisa. L’Istituto nazionale di Astrofisica ricorda che questa variabilità è dovuta al moto apparente del Sole lungo l’eclittica, che attraversa l’equatore celeste in momenti leggermente diversi ogni anno.
Tra i fenomeni più affascinanti legati all’equinozio c’è il cosiddetto “diamante del Civetta”, un evento ottico che si verifica solo due giorni all’anno e che ha caratterizzato l’alba di mercoledì 19 marzo. Il sole, infatti, si è posizionato esattamente tra la Torre Alleghe e la Torre di Valgrande sul Monte Civetta, creando un effetto visivo spettacolare che ha segnato simbolicamente l’arrivo della primavera. Un’occasione unica, che richiede condizioni astronomiche e geografiche precise, e che attira ogni anno curiosi e appassionati.
A completare il quadro, il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha diffuso un video realizzato con immagini del satellite GOES-16, che mostra la Terra dallo spazio durante l’alternarsi delle stagioni. L’animazione, che copre un arco temporale dal 19 marzo 2024 al 20 marzo 2025, evidenzia come l’inclinazione di 23,5° del nostro pianeta influenzi il cambiamento climatico e l’avvicendarsi dei cicli naturali. Un’ulteriore dimostrazione di come lo spazio possa offrire una prospettiva unica per comprendere i fenomeni che avvengono sulla Terra.




