Benzina sotto 1,7 euro, il prezzo più basso da quattro mesi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I prezzi della benzina, dopo un periodo di stasi, hanno infine infranto quella barriera psicologica che li teneva ancorati a quotazioni più elevate, scendendo per la prima volta da giugno sotto la soglia dei 1,7 euro al litro. Un traguardo, seppur lieve, che segna un andamento francamente positivo per gli automobilisti, i quali vedono alleggerirsi, se non di molto, il costo per rifornire il proprio veicolo. La rilevazione di Staffetta Quotidiana, condotta su un campione rappresentativo di distributori, fotografa una media nazionale per il self service di 1,699 euro/litro, un livello che non si registrava ormai da diverse settimane e che conferma una tendenza al ribasso, seppur contenuta, iniziata da tempo.

Il diesel segue la stessa scia

Una dinamica analoga, peraltro, interessa anche il gasolio, il cui prezzo medio tocca il suo minimo dal 19 giugno, assestandosi a 1,628 euro al litro. I dati, che provengono dall'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy e vengono elaborati con scrupolo dalla Staffetta, mostrano come la discesa, sebbene di entità modesta in termini assoluti, sia un fenomeno generalizzato. Le cosiddette "pompe bianche", com'è nella loro natura, continuano a offrire condizioni più vantaggiose rispetto ai distributori delle compagnie maggiori, con un differenziale che permette di risparmiare qualche centesimo a ogni pieno.

Il contesto dei consumi e il peso della fiscalità

Questo calo dei listini, per quanto benaccetto, si inserisce in un quadro nazionale dove i consumi petroliferi complessivi hanno mostrato, a settembre, un segno negativo, contraendosi del 3,1 per cento. Un dato trainato in particolare dal diesel, la cui domanda appare in flessione, mentre si registra una timida ripresa per la benzina. A pesare sulla bolletta energetica degli italiani, nonostante i prezzi alla pompa più miti, rimane l'ingombrante presenza della fiscalità: l'Italia, come sottolineato dall'Unione Energie per la Mobilità, si conferma il Paese dell'Unione Europea con le tasse più elevate applicate sul gasolio. Di contro, un elemento di sollievo proviene dal fronte degli approvvigionamenti, con il costo del greggio acquistato dall'Italia che ha subito una sensibile riduzione, attestandosi su un meno 16,5 per cento.

Le prospettive normative e l'eccezione del metano

A smorzare ogni possibile entusiasmo per il futuro prossimo, tuttavia, giungono le disposizioni contenute nella Legge di Bilancio, la cui bozza è stata approvata dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento, che si prefigge di stanziare risorse per il trasporto pubblico, non sembra portare alcuna ventata di sollievo sul capitolo carburanti; al contrario, si preannunciano aumenti sulle accise, i quali andranno a finanziare il settore. Mentre benzina e gasolio scendono, a fare eccezione è il metano, che inverte la rotta e registra un piccolo ma significativo aumento, delineando uno scenario composito e non uniforme per i diversi tipi di carburante.

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