Guerra all’Iran, il Pentagono ammette: spesi 25 miliardi di dollari. Hurst: “La maggior parte per munizioni”
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Redazione Esteri
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Per la prima volta da quando, lo scorso 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno aperto le ostilità contro l’Iran, il Dipartimento della Difesa americano ha fornito una cifra ufficiale – seppure parziale – sul costo dell’operazione. A rivelarlo, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione per le forze armate della Camera dei rappresentanti, è stato Jules Hurst, controllore ad interim del Pentagono, il quale ha dichiarato che la spesa complessiva, ad oggi, ammonta a “circa 25 miliardi di dollari”. Una somma, ha specificato il funzionario, che è stata assorbita in larga misura dall’acquisto di munizioni: bombe e missili, questi ultimi utilizzati in decine di migliaia di esemplari dall’inizio del conflitto.
La domanda del deputato Smith e la replica del funzionario
A sollecitare la rivelazione, durante la stessa seduta cui ha preso parte anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, è stato il deputato democratico Adam Smith, membro della commissione. Dopo aver ascoltato la risposta di Hurst – che ha parlato di fondi destinati in gran parte alla logistica e all’approvvigionamento bellico – Smith ha commentato: “Sono contento che abbiate risposto a questa domanda, perché la chiediamo da un sacco di tempo e nessuno ci ha mai dato una cifra”. Un’ammissione, quella del controllore, che arriva a oltre un anno dall’inizio delle operazioni militari, gettando una luce inedita sui costi di quella che il Pentagono ha ribattezzato operazione ‘Epic fury’.
Trump: “Li abbiamo sconfitti militarmente”, ma Teherán non molla
Il presidente Donald Trump, che siede alla Casa Bianca ormai da più di un anno, ha intanto ribadito in una recente occasione pubblica – una cena con re Carlo – che l’Iran sarebbe “al collasso” e che gli Stati Uniti lo avrebbero “sconfitto militarmente”. A suo dire, Teherán starebbe valutando la riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo che Washington ha respinto una precedente proposta di pace. Secondo fonti citate dalla Cnn, il regime degli ayatollah presenterà a giorni una nuova iniziativa diplomatica. La controffensiva arriva direttamente dalla guida iraniana: “Per noi la guerra non è finita”, hanno fatto sapere i vertici di Teherán, mentre il tycoon avrebbe detto ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran.
Sviluppi giudiziari e inchieste: nessuna cifra definitiva
Non ci sono, per ora, dettagli sulla ripartizione esatta di quei 25 miliardi né sulle procedure d’appalto seguite dal Pentagono. La cifra comunicata da Hurst rappresenta una stima parziale – la prima fornita in sede ufficiale – e non include, verosimilmente, i costi indiretti né quelli relativi alla fase successiva del conflitto. In attesa di eventuali approfondimenti da parte degli organi di controllo del Congresso, resta il dato nudo e crudo: decine di migliaia di ordigni, un conto salatissimo e una guerra che, almeno a parole, nessuna delle due parti intende dichiarare conclusa.




