Guerra in Iran, il costo per gli USA sale a 29 miliardi di dollari
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Redazione Esteri
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La guerra in Iran è costata agli Stati Uniti circa 29 miliardi di dollari, secondo l’ultima stima presentata al Congresso dal Dipartimento della Difesa americano. La cifra, aggiornata rispetto ai dati diffusi meno di due settimane fa, segna un aumento di 4 miliardi di dollari e arriva in una fase politica particolarmente delicata negli Stati Uniti, a sei mesi dalle elezioni di metà mandato. L’incremento dei costi è stato attribuito agli aggiornamenti sulle riparazioni e sulla sostituzione delle attrezzature militari, oltre alle spese operative sostenute durante il conflitto.
La nuova valutazione è stata illustrata da Jay Hurst, che ricopre le funzioni di Comptroller del Pentagono, nel corso di un’audizione alla Camera Usa. Hurst ha spiegato che il totale comprende i costi legati ai danni subiti dai mezzi impiegati nella guerra contro l’Iran e le attività necessarie per mantenere operative le forze armate coinvolte. Alcune stime citate parallelamente parlano però di un impatto economico complessivo molto più elevato, vicino ai 200 miliardi di dollari, considerando anche le conseguenze indirette del conflitto.
Le perdite dei droni MQ-9 Reaper nella guerra contro l’Iran
Tra gli elementi che hanno inciso sull’aumento delle spese ci sono anche le perdite registrate dalla flotta di droni MQ-9 Reaper dell’USAF durante l’Operazione Epic Fury contro l’Iran. Secondo quanto dichiarato il 12 maggio davanti alla sottocommissione per le forze armate del Senato dal tenente generale David Tabor, vice capo di stato maggiore per la pianificazione e i programmi dell’USAF, il numero dei velivoli disponibili si sarebbe ridotto a circa 135 unità.
Le perdite avrebbero colpito in modo significativo i reparti equipaggiati con l’UAS armato più utilizzato dall’aeronautica americana. I MQ-9 Reaper rappresentano infatti una delle piattaforme centrali nelle operazioni di sorveglianza e attacco a distanza degli Stati Uniti. La necessità di riparare o sostituire parte della flotta rientra tra le voci che il Pentagono ha incluso nell’aggiornamento dei costi della guerra.
Il peso politico delle nuove stime del Pentagono
La diffusione delle nuove cifre avviene mentre negli Stati Uniti cresce il confronto politico sulle conseguenze economiche del conflitto. I Repubblicani guidati da Donald Trump affrontano una difficile campagna per mantenere la maggioranza alla Camera nelle prossime elezioni di metà mandato, mentre i Democratici stanno cercando di collegare l’aumento delle spese militari alla crisi del costo della vita che colpisce i cittadini americani.
Il tema delle risorse destinate alla guerra in Iran è così diventato parte del dibattito politico interno, soprattutto dopo l’ennesimo aggiornamento dei costi presentato dal Pentagono. Parallelamente sono emerse anche notizie relative a possibili indagini del Dipartimento di Giustizia su chi avrebbe tratto vantaggio dai post di Trump legati alla guerra con l’Iran. Le nuove stime diffuse al Congresso rafforzano comunque il peso economico del conflitto nel confronto tra le due principali forze politiche americane.




