Tragico schianto sulla A20 a Capo d'Orlando: Caronia piange Gino Lupica
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Redazione Interno
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Un viaggio di ritorno verso casa si è trasformato in una tragedia lungo l'autostrada A20 Messina-Palermo, all'altezza di Capo d'Orlando. Gino Lupica, operaio cinquantaduenne di Caronia, ha perso la vita venerdì sera poco prima del viadotto Vina, mentre viaggiava a bordo di un furgone cassonato Iveco Daily insieme a un collega quarantaquattrenne, anche lui originario del centro nebroideo, rimasto gravemente ferito. I due dipendenti di un'impresa edile dei Nebrodi stavano rientrando da Augusta, dove erano impegnati in un cantiere, per trascorrere il fine settimana a casa.
La dinamica dell'incidente e i soccorsi
Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio della Polizia stradale, il furgone diretto verso Palermo avrebbe sbandato uscendo dalla carreggiata e urtando un terrapieno a ridosso di un muretto in cemento armato. Il cumulo di terra avrebbe fatto da trampolino, proiettando il mezzo oltre il muro fino a farlo schiantare contro lo spigolo della balconata di un'abitazione privata. Dopo l'impatto violentissimo, il veicolo è ruotato su se stesso ed è precipitato nel cortile sottostante, rivolto in direzione opposta al senso di marcia.
Il boato ha scosso la casa, dove madre e figlio si trovavano sulla porta, pronti a uscire, e per una manciata di secondi non si sono trovati sulla balconata al momento dell'impatto. Sotto shock, hanno immediatamente lanciato l'allarme. Per Gino Lupica non c'è stato nulla da fare: l'uomo è morto sul colpo. Drammatiche le operazioni per soccorrere il collega, rimasto intrappolato tra le lamiere contorte del furgone.
Il medico di turno, Francesco Milio, è rimasto in piedi sopra i rottami, accanto al ferito, per prestargli cure e assistenza, mentre i vigili del fuoco del distaccamento di Sant'Agata di Militello lavoravano per liberarlo.
Le condizioni del ferito e le indagini
Una volta estratto, il quarantaquattrenne, che ha riportato diversi traumi e una profonda ferita all'addome, è stato trasferito d'urgenza all'elipista di Patti e successivamente in elisoccorso al Policlinico di Messina. Ricoverato in codice rosso, l'operaio avrebbe mostrato lievi progressi nelle ultime ore, alimentando la speranza di familiari e concittadini, ma i medici mantengono la massima cautela e la prognosi resta riservata.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale del distaccamento di Sant'Agata di Militello, coordinati dal comandante Massimiliano Fiasconaro, impegnati fino a notte fonda nei rilievi per ricostruire la dinamica e accertare le cause dello schianto. Per consentire le operazioni e la rimozione del mezzo in sicurezza è stato chiuso il tratto autostradale tra Brolo e Rocca di Capri Leone. Il mezzo è stato sequestrato, mentre la salma di Lupica è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Patti, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Presenti anche i carabinieri della stazione di Capo d'Orlando, il sindaco di Caronia, Giuseppe Cuffari, e i titolari dell'impresa edile, profondamente scossi per l'accaduto. In segno di lutto, l'azienda ha disposto la chiusura di tutti i cantieri per la giornata di sabato.
Un 2026 funesto per la viabilità del territorio
La tragedia di Capo d'Orlando si inserisce in una scia di dolore che ha segnato profondamente il comprensorio nebroideo nel corso del 2026. Il 14 febbraio scorso, sulla Strada statale 113 in contrada Pietragrossa, in un incidente autonomo perse la vita il cinquantasettenne Sebastiano Ottaviano, alla guida della propria Toyota Yaris che, per cause ancora in fase di accertamento, uscì di strada finendo contro un muro e poi contro un cancello.
Poco meno di due mesi dopo, il 9 aprile, ad Acquedolci, un violento scontro costò la vita a Giuseppe Criscì, cinquantatreenne, e al genero venticinquenne Domenico Gerbino, entrambi di Caronia. Gino Lupica lascia la moglie e due figli, ed è ricordato da colleghi e concittadini come un uomo mite, lavoratore instancabile e profondamente legato alla famiglia.
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