Il re ha deciso: Beatrice ed Eugenia non sono più le benvenute agli eventi della corona
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il cerchio si stringe attorno al duca di York e, con lui, attorno alle sue figlie. L’arresto del principe Andrea, avvenuto lo scorso 19 febbraio con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio di funzioni pubbliche – una vicenda che affonda le radici nei suoi rapporti con Jeffrey Epstein – ha innescato una reazione a catena all’interno di Buckingham Palace che travolge ora anche Beatrice ed Eugenia. Le due principesse, figlie di Andrea e di Sarah Ferguson, si sono viste notificare una sorta di damnatio memoriae preventiva: niente Royal Ascot, niente processione in carrozza, niente palco reale. La decisione, che secondo fonti vicine a corte le avrebbe colte totalmente di sorpresa, rappresenta un terremoto silenzioso ma devastante per la loro presenza pubblica, cancellando di fatto la loro partecipazione a uno degli appuntamenti più iconici e fotografati dell’intera stagione mondana britannica.
La linea dura del principe di Galles e l’ombra dei file Epstein
A guidare questa operazione di cesoia non sarebbe, come si potrebbe pensare, solo il sovrano Carlo, ma soprattutto il nipote William, principe di Galles. L’erede al trono, da tempo concentrato nel proteggere l’istituzione da qualsiasi alone di scandalo in un momento storico già delicato, avrebbe infatti imposto una linea rigidissima. Non solo il divieto di comparire nelle foto ufficiali accanto alle cugine per il resto dell’anno, ma anche un consiglio informale agli altri membri della famiglia di mantenerle a distanza, quasi fossero untori di un morbo che a corte chiamano “reputazione”. Alla base di questa segregazione diplomatica, che le esclude anche da eventi come il Trooping the Colour o i garden party di Buckingham Palace, c’è il nodo irrisolto dei cosiddetti “Epstein files”, documenti desecretati che hanno riacceso i riflettori sui legami personali e finanziari che hanno avvolto i genitori delle due ragazze.
Un’offerta di “controllo etico” declinata e le conseguenze
Secondo ricostruzioni fornite da commentatori vicini agli ambienti reali, il conflitto sotterraneo sarebbe esploso già nello scorso novembre. In quel periodo, William avrebbe proposto a Beatrice ed Eugenia di sottoporsi a una sorta di “verifica etica” volontaria sui loro investimenti personali e sulle loro frequentazioni, un modo per scongiurare future imbarazzanti rivelazioni che potessero collegarle indirettamente alla galassia di loschi figuri che orbitava attorno al padre e alla madre. Le principesse, forse sottovalutando la gravità del momento o forse semplicemente fedeli alla famiglia d’origine, avrebbero declinato l’offerta. Da quel momento, secondo l’analista Kinsey Schofield, la freddezza di William si sarebbe trasformata in una concreta preoccupazione per la loro “presenza” accanto al nucleo operativo della monarchia, un timore che oggi si materializza nella loro esclusione formale dall’evento di Ascot.
Il peso di un cognome e l’isolamento a corte
La situazione, per le due sorelle, è paradossale e dolorosa. Pur conservando il Titolo di principesse – in quanto nipoti della defunta regina Elisabetta – e pur non avendo mai avuto un ruolo ufficiale da “working royals”, Beatrice ed Eugenia hanno sempre goduto di una certa visibilità e dell’affetto popolare, partecipando regolarmente alle messe di Natale a Sandringham e ad altri appuntamenti familiari. Oggi, invece, si ritrovano isolate in una sorta di limbo dorato: non sono formalmente in disgrazia come il padre, ma sono state bandite dalla vita pubblica della famiglia. La tradizionale cena al Castello di Windsor che precede la sfilata in carrozza, un rito che precede la giornata di corse, sarebbe uno dei motivi logistici, ma anche simbolici, per cui la loro presenza ad Ascot è diventata “impensabile”. Non si tratta solo di non sfilare, ma di non essere ospitate, non essere vicine, non esistere più per la macchina comunicativa della monarchia, che in questo momento storico – con un re e una principessa del Galles che hanno dovuto affrontare problemi di salute – non può permettersi il lusso di ulteriori ombre.




