Il Tesoro ritocca al rialzo le cedole del Btp Valore, chiuso con 16,2 miliardi di raccolta
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Redazione Economia
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Si è chiuso puntualmente alle tredici in punto di oggi, venerdì 6 marzo, il collocamento della settima edizione del Btp Valore, il Titolo di Stato dedicato esclusivamente al pubblico dei risparmiatori individuali, e i numeri definitivi, come da attese, disegnano il quadro di un successo che, pur solido, porta con sé il segno di un contesto di mercato in rapida e turbolenta evoluzione. La raccolta totale si è attestata a 16,222 miliardi di euro, un ammontare che, pur non raggiungendo i record assoluti delle passate emissioni, testimonia una fiducia di fondo da parte di quelle centinaia di migliaia di famiglie italiane che, nelle cinque giornate a disposizione, hanno scelto di dirottare una parte della propria liquidità verso il debito pubblico nazionale. Sono stati 522.214 i contratti validamente conclusi, per un importo medio che si aggira attorno ai 31.000 euro a sottoscrizione, un dato, quest’ultimo, che conferma la natura capillare e diffusa dell’operazione, lontana dai grandi investitori istituzionali.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, come previsto dal regolamento dell’emissione, ha comunicato contestualmente alla chiusura delle operazioni i tassi cedolari definitivi, e lo ha fatto intervenendo al rialzo rispetto ai minimi garantiti annunciati alla vigilia. Una decisione, quella di ritoccare verso l’alto le cedole, che era stata anticipata nei giorni scorsi da Ciro Pietroluongo, direttore generale di Mts, la società del gruppo Euronext che gestisce la piattaforma all’ingrosso per i titoli di Stato, e che si è resa necessaria per allineare la remunerazione del bond alle mutate condizioni del mercato secondario. Il contesto, va ricordato, era ed è quello di una nuova fiammata delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con i conseguenti riflessi sui prezzi del petrolio e sulle aspettative di inflazione, fattori che hanno spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato in tutta l’area euro.
I nuovi tassi definitivi, pertanto, sono stati fissati con una progressione crescente a step biennali: per il primo e il secondo anno del titolo, la cui scadenza è fissata al 10 marzo 2032, la cedola annua è stata portata al 2,60%, rispetto al minimo garantito del 2,50% che era stato ipotizzato in fase di lancio. Per il terzo e il quarto anno, lo step prevede ora un tasso del 3,20%, in aumento dal precedente 2,80%, mentre per il quinto e sesto anno, gli ultimi due dell’investimento, la cedola arriva al 3,80%, superando il 3,50% inizialmente messo in campo come livello minimo. Resta invece confermato, in quanto non soggetto a revisioni in corso d’opera, il premio fedeltà finale pari allo 0,8% del capitale investito, destinato a quei risparmiatori che avranno la costanza di detenere il titolo fino all’ultimo giorno di vita naturale.




