Il Btp Valore chiude a 16,2 miliardi, il Tesoro ritocca al rialzo le cedole

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante un contesto di mercato reso nervoso dalle tensioni geopolitiche, con gli indici azionari che hanno subìto scossoni e la curva dei rendimenti che si è mossa al rialzo, il collocamento del nuovo Btp Valore si è chiuso con un risultato che gli addetti ai lavori, come chi scrive, non possono definire se non di tutto rispetto. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato ieri, al termine della quinta e ultima giornata di sottoscrizione, una raccolta complessiva pari a 16.222,584 milioni di euro, un importo che, per essere compreso appieno, va letto insieme al numero dei contratti validamente conclusi sul Mot, il mercato telematico di Borsa Italiana: 522.214 operazioni, segno di una partecipazione diffusa e polverizzata tra i piccoli risparmiatori, il vero target di questo prodotto. E a questi ultimi, quelli che hanno creduto nell’emissione sin dai primi giorni, è arrivata ieri una notizia capace di migliorare ulteriormente il profilo dell’investimento. Il Tesoro, esercitando una facoltà prevista dal regolamento, ha infatti deciso di rivedere al rialzo i tassi cedolari minimi garantiti che erano stati annunciati in apertura di collocamento, adeguandoli all’evoluzione delle condizioni di mercato registrata nell’ultima settimana.

L’intervento del Mef, va detto, non è stato di lieve entità, ma ha rappresentato un ritocco significativo che modifica la struttura del Titolo a sei anni. I tassi definitivi, quelli che ora determinano il flusso cedolare per chi ha sottoscritto il Btp Valore, sono stati fissati al 2,60% per il primo e il secondo anno, un incremento rispetto al 2,50% inizialmente comunicato. Per il terzo e quarto anno la cedola sale al 3,20%, a fronte del 2,80% ipotizzato in fase di lancio, mentre per il biennio finale, il quinto e sesto, il tasso è stato portato al 3,80%, in netto rialzo rispetto al 3,50% preventivato. A questo impianto, che già di per sé promette rendimenti crescenti per chi detiene il titolo, si aggiunge il consueto premio fedeltà finale dello 0,8% sul capitale investito, riconosciuto esclusivamente a chi acquista il bond in fase di collocamento e lo conserva in portafoglio fino alla scadenza naturale del 10 marzo 2032, data in cui il titolo verrà rimborsato alla pari.

Un adeguamento ai mercati e il meccanismo dei tassi definitivi

La decisione del Tesoro, come spiegato nei giorni scorsi da Ciro Pietroluongo, direttore generale di Mts, la piattaforma per la negoziazione all’ingrosso dei titoli di Stato, era nell’aria. In un contesto in cui i rendimenti dei titoli di Stato, anche a causa delle rinnovate incertezze sullo scenario internazionale e delle conseguenti aspettative di politica monetaria, avevano ricominciato a salire, mantenere le cedole ai livelli minimi annunciati una settimana prima avrebbe significato proporre un’offerta poco competitiva rispetto al mercato secondario. Il meccanismo che consente al Mef di comunicare i tassi definitivi solo allo scoccare dell’ultimo giorno di collocamento si è rivelato, ancora una volta, uno strumento prezioso per allineare l’emissione alle condizioni del momento, proteggendo di fatto i sottoscrittori da un repentino inasprimento del costo del denaro. I calcoli degli analisti, quelli di Skipper Informatica per esempio, certificano il risultato di questa operazione: il rendimento effettivo annuo lordo a scadenza, premio fedeltà compreso, si attesta ora al 3,33%, con un guadagno di 26 punti base rispetto a quello che sarebbe stato con i tassi precedenti.

Al di là dei tecnicismi, che pure contano, quello che emerge da questa settima edizione del Btp Valore è la conferma di un canale di finanziamento del debito pubblico che il Tesoro ha ormai affinato e reso strutturale. Le banche dealer, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco Bpm, coadiuvate da Banca Monte dei Paschi di Siena e Iccrea Banca in qualità di co-dealer, hanno gestito un flusso di ordini che nell’ultimo giorno ha toccato quota 1,13 miliardi di euro, un segnale di come i risparmiatori abbiano atteso la comunicazione dei tassi definitivi per procedere all’investimento. Del resto, il prodotto è pensato per loro: il taglio minimo di mille euro, l’assenza di commissioni in fase di sottoscrizione e la tassazione agevolata al 12,5% sulle cedole e sul premio fedeltà rappresentano un pacchetto di vantaggi non trascurabili. Qualcuno, negli ambienti finanziari, fa notare come il rendimento finale, pur ritoccato, risulti in proporzione un po’ meno generoso rispetto a quanto si sarebbe potuto ottenere con i tassi provvisori se il mercato non si fosse mosso, ma è una lettura che fotografa solo una parte della realtà. L’importante, per chi ha comprato, è che il Tesoro sia intervenuto, e l’intervento ha garantito che il nuovo titolo offrisse un rendimento in linea con le attuali quotazioni dei Btp con scadenze similari, evitando così il rischio di una partenza in sordina sul mercato secondario.

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