Il Btp Valore vola oltre 15 miliardi, e il Tesoro studia un rialzo delle cedole

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La settima emissione del Btp Valore, quel Titolo di stato pensato esclusivamente per i piccoli risparmiatori, ha superato abbondantemente quota quindici miliardi di euro al termine della quarta giornata di collocamento, nonostante uno scenario geopolitico che, complici nuove e improvvise tensioni internazionali, aveva fatto temere una battuta d’arresto. Gli ordini raccolti nella giornata di giovedì, pari a circa 2,07 miliardi di euro e sottoscritti da poco più di 73.000 contratti, hanno infatti permesso di aggiornare il totale provvisorio a 15,07 miliardi, un risultato che conferma l’appetito per il debito pubblico italiano in una fase in cui l’incertezza, paradossalmente, spinge molti verso ciò che viene percepito come un porto sicuro. Analizzando i dati giornalieri, emerge una curva di domanda che, pur in fisiologico calo dopo il boom iniziale, mantiene una solidità di fondo ragguardevole: si è passati dai 6,04 miliardi del debutto, ai 4,19 del secondo giorno, fino ai 2,8 del terzo e agli oltre 2 del quarto, a testimonianza di un interesse che non accenna a esaurirsi.

L’ipotesi di un ritocco al rialzo dei tassi minimi garantiti

È però dietro le quinte, nei corridoi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si sta giocando la partita forse più interessante per chi ha già aderito o sta per farlo. Il meccanismo del Btp Valore, come noto, prevede che vengano annunciati dei tassi minimi garantiti all’inizio dell’operazione, per poi comunicare i tassi cedolari definitivi solo al termine del collocamento, con la possibilità di un ritocco esclusivamente al rialzo. Ebbene, le attuali condizioni di mercato, con i rendimenti dei titoli di stato in salita a causa delle fibrillazioni internazionali, starebbero spingendo il Tesoro verso un adeguamento delle cedole rispetto al minimo promesso del 2,50% per i primi due anni, del 2,80% per il terzo e quarto e del 3,50% per il quinto e sesto. Una mossa, questa, che andrebbe a rendere il titolo ancora più competitivo, allineandolo di fatto ai nuovi livelli dei rendimenti dei Btp tradizionali sul secondario.

La speculazione, alimentata da analisti e operatori finanziari, si basa sul raffronto con il benchmark di riferimento, individuato nel Btp con scadenza marzo 2032, il cui rendimento si è attestato intorno al 3%. Per mantenere quella forbice di premio che ha decretato il successo delle passate emissioni, stimata tra i 15 e i 20 punti base in più rispetto ai titoli ordinari, il Mef potrebbe dunque intervenire alzando le cedole di un ammontare compreso tra i 15 e i 20 punti base. Questo porterebbe il rendimento medio lordo effettivo, inclusivo anche del premio fedeltà dello 0,8% per chi arriva a scadenza, a lievitare fino a sfiorare il 3,20%, un livello certamente appetibile per le famiglie italiane in cerca di una rendita certa e trimestrale.

Numeri da record nonostante la volatilità dei mercati

L’andamento del collocamento, va ricordato, si è sviluppato in un clima di mercato tutt’altro che lineare, caratterizzato da repentini cambi di rotta e da quella che gli operatori hanno definito una condizione "a montagne russe". Eppure, la risposta del pubblico retail è stata massiccia: se si confrontano i dati con l’emissione precedente dello scorso ottobre, si nota come la raccolta della settima edizione tenga il passo, con un primo giorno anzi migliore di quello precedente (6,04 contro 5,4 miliardi) e un totale complessivo che si avvicina pericolosamente al record assoluto della serie. I circa 70.000 contratti giornalieri, con tagli medi che si aggirano sui 29.000 euro, raccontano di una partecipazione diffusa e non solo di pochi grandi investitori, bensì di una platea variegata di risparmiatori che scelgono di destinare una parte della propria liquidità a questo strumento.

Le attese per l’annuncio del Mef nella giornata conclusiva

Tutti gli occhi sono ora puntati sulla giornata di venerdì 6 marzo, l’ultima utile per sottoscrivere il titolo (salvo improbabili chiusure anticipate), e in particolare sul momento in cui, dopo le tredici, il Tesoro comunicherà ufficialmente i tassi definitivi. La possibilità di un incremento delle cedole, che fino a pochi giorni fa sembrava una mera suggestione, è divenuta nei fatti un’ipotesi di lavoro concreta, tanto che gli addetti ai lavori danno per scontato un ritocco. La comunicazione del Mef non riguarderà solo l’entità delle cedole per i prossimi sei anni, ma influenzerà anche le scelte di quegli ultimi indecisi che, magari, stanno aspettando proprio l’ufficializzazione del rendimento finale per impegnarsi. I numeri finora, con una raccolta che veleggia serenamente oltre i quindici miliardi, sono già lusinghieri, ma l’annuncio dei nuovi tassi potrebbe dare un’ultima spinta alla raccolta, consolidando il Btp Valore come uno dei prodotti di punta per il risparmio gestito delle famiglie italiane, grazie anche ai benefici fiscali noti, come la tassazione agevolata al 12,5% e l’esenzione dall’Isee fino a cinquantamila euro.

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