Referendum sulla giustizia, il Molise si organizza per il No e il voto resta incerto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel panorama di una consultazione referendaria che, secondo le rilevazioni più recenti, mostra ancora un margine di incertezza non trascurabile, si consolida l’impegno dei comitati territoriali schierati contro la riforma della giustizia. A Campobasso, dove è stato costituito il Comitato molisano della società civile per il No, il ruolo di portavoce regionale è stato affidato al professor Giuseppe Iglieri, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi del Molise. L’accademico, il cui impegno si inserisce in un solco di attivismo civile, guiderà una serie di iniziative pubbliche e momenti di confronto sul territorio, con l’obiettivo dichiarato di illustrare ai cittadini quelle che, secondo i promotori, sarebbero le conseguenze critiche della riforma sull’assetto costituzionale.

I numeri del sondaggio Demopolis e il quarto indeciso

Mentre il comitato molisano avvia la sua campagna informativa, un’analisi dei dati provenienti dagli istituti di ricerca fotografa una situazione in divenire, dove nulla può considerarsi definitivamente acquisito. Una rilevazione condotta da Demopolis tra la fine di gennaio, su un campione rappresentativo di duemila intervistati, assegna infatti un vantaggio di sei punti percentuali al fronte del Sì, che si attesterebbe al 39% contro un 35% del No. La cifra che più di ogni altra, però, sembra caratterizzare questa fase pre-referendaria è un’altra: quel 26% di elettori che, stando allo studio, non ha ancora maturato una scelta o addirittura dubita di recarsi alle urne. Una porzione dell’elettorato così ampia, che di fatto rende ogni previsione azzardata e mantiene la partita sostanzialmente aperta.

Il tentativo di costruire uno scenario chiaro tra i dati

Il quadro tracciato da Demopolis, del resto, non si discosta eccessivamente dal trend generale emerso nelle ultime settimane, pur con le oscillazioni fisiologiche dei diversi metodi di campionamento. Al netto delle differenze, le analisi aggregate – come quelle proposte da alcuni osservatori – continuano a indicare un vantaggio, talvolta netto, per i sostenitori della riforma. Ciò non toglie che la distanza tra i due schieramenti, unita alla consistente fetta di indecisi, imponga una lettura cauta dei numeri, lontana da trionfalismi premature e attenta alla fluidità dell’opinione pubblica nella fase che precede il voto.

Il dibattito approda nelle scuole con l’iniziativa di Agropoli

Parallelamente all’attivismo dei comitati e al rumore di fondo dei sondaggi, il dibattito istituzionale cerca nuovi spazi di confronto, arrivando a coinvolgere direttamente le generazioni più giovani. È il caso dell’iniziativa in programma presso il Liceo Classico “Alfonso Gatto” di Agropoli, dove è previsto un confronto dedicato agli studenti sul prossimo referendum. L’evento, moderato dall’avvocato Francesco Botti, vedrà la partecipazione di professionisti del settore giuridico chiamati a esporre le ragioni dell’uno e dell’altro schieramento: l’avvocato Gennaro Lo Schiavo rappresenterà le posizioni a favore della riforma, mentre il dottor Antonio Cantillo, giudice presso il Tribunale di Salerno, illustrerà le critiche al testo.

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