Apple chiede l'abrogazione del Digital Markets Act, l'UE risponde: "Nessun passo indietro"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Apple ha lanciato una sfida senza precedenti all'Unione Europea, chiedendo formalmente l'abrogazione del Digital Markets Act (DMA). In un documento di 25 pagine presentato durante la prima revisione della normativa, la società di Cupertino ha definito il regolamento, pilastro della strategia di Bruxelles per limitare il potere dei "guardiani del mercato", come dannoso e controproducente. La Commissione Europea ha replicato con fermezza, affermando che non ci sarà nessuna marcia indietro.

Le critiche di Apple al DMA

Apple sostiene che il DMA stia producendo effetti opposti a quelli desiderati. Secondo l'azienda, le regole per aumentare la concorrenza e l'interoperabilità, invece di favorire l'innovazione, frenano lo sviluppo di nuove funzionalità. Il punto più critico riguarda la sicurezza: l'apertura forzata a store alternativi introdurrebbe vulnerabilità, esponendo gli utenti a rischi per la protezione dei dati e vanificando le tutele promesse dalla legge.

La risposta intransigente della Commissione Europea

La replica di Bruxelles è stata immediata e netta. Il portavoce Thomas Regnier ha dichiarato di non essere sorpreso dalla richiesta di Apple, sottolineando come l'azienda abbia contestato ogni parte del regolamento sin dalla sua entrata in vigore. La Commissione ha espresso "serie preoccupazioni sulla conformità di Apple", ricordando che la società è stata la prima a essere sanzionata proprio in applicazione delle nuove norme.

Una posta in gioco globale

Lo scontro va oltre la disputa tecnica e tocca la credibilità dell'UE come regolatore globale. Il DMA è il tentativo più ambizioso al mondo di imporre regole eque in settori dominati da pochi colossi tecnologici. Per Bruxelles, resistere alle pressioni di questi attori potenti è fondamentale per affermare la validità del proprio modello normativo.

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