Prezzi del diesel, la Basilicata tra i rincari mancati dopo il taglio accise

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I prezzi del diesel restano al centro delle contestazioni dopo il taglio delle accise deciso dal governo, con la Basilicata indicata dal Codacons tra i territori interessati dai rincari mancati. L’associazione ha presentato un esposto all’Antitrust e alla Procura della Repubblica per la possibile fattispecie di truffa aggravata, sostenendo che lo sconto fiscale di 17 centesimi di euro al litro non sarebbe stato applicato pienamente alla pompa. Secondo il Codacons, il prezzo medio del gasolio, rispetto al 27 luglio prima dell’introduzione della misura, è diminuito in due giorni di soli 11,3 centesimi di euro, nonostante il ribasso delle quotazioni petrolifere.

La situazione dei prezzi del gasolio emerge dai dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Mercoledì 29 luglio il prezzo medio nazionale dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale è risultato pari a 1,986 euro al litro per la benzina e 2,074 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori medi sono stati invece di 2,074 euro al litro per la benzina e 2,169 euro al litro per il gasolio, confermando il livello ancora elevato dei prezzi alla distribuzione.

Il monitoraggio sui distributori dopo il taglio delle accise

Il controllo effettuato da Mister Prezzi ha riguardato i tabelloni di oltre 20mila distributori italiani per verificare gli effetti dell’intervento sulle accise. Dal monitoraggio è emerso che, nel pomeriggio di mercoledì, due giorni dopo la riduzione di 17 centesimi al litro, 684 distributori, pari al 3,4% del totale analizzato, avevano un prezzo più alto rispetto a lunedì. Altri 2.484 impianti, equivalenti al 12,4%, non avevano invece registrato variazioni, mantenendo invariati i prezzi esposti.

I dati sui distributori che non hanno modificato i prezzi dopo il taglio fiscale hanno portato a ulteriori verifiche da parte delle istituzioni. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti segnalato alla Guardia di Finanza gli impianti che non avrebbero effettuato lo sconto sul gasolio previsto dopo l’intervento del governo. I controlli si inseriscono nel quadro delle attività avviate per verificare l’applicazione della riduzione delle accise e l’andamento dei prezzi dei carburanti.

La contestazione del Codacons e il caso del gasolio

Il Codacons è intervenuto a tutela degli automobilisti italiani contestando la distanza tra la riduzione fiscale prevista e la variazione effettivamente registrata dai prezzi alla pompa. L’associazione ha evidenziato come il calo del prezzo medio del diesel sia stato inferiore allo sconto sulle accise introdotto dal governo, presentando un esposto agli organismi competenti per chiedere verifiche sulla possibile applicazione irregolare della misura.

Il caso riguarda in particolare il gasolio, che dopo il taglio delle accise avrebbe dovuto recepire una riduzione di 17 centesimi di euro al litro. Le rilevazioni sui distributori e i dati medi dei prezzi mostrano invece differenze tra gli impianti, con una parte della rete che ha modificato i valori e altri distributori rimasti fermi. La Basilicata è stata indicata dal Codacons sul tema dei rincari mancati, all’interno dell’iniziativa avviata per chiedere controlli sui prezzi dei carburanti.

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