Gaza, le riprese aeree mostrano la distruzione dopo 22 mesi di guerra

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le immagini girate dall’alto giovedì hanno rivelato, senza possibilità di equivoci, l’estensione dei danni nella Striscia di Gaza dopo quasi due anni di conflitto. Le strutture ridotte in macerie, le strade sventrate, i quartieri cancellati: un paesaggio che ormai poco ricorda quello precedente all’offensiva israeliana. Fonti dei media locali riferiscono che il primo ministro Benjamin Netanyahu starebbe valutando l’ipotesi di una rioccupazione totale del territorio, una decisione che, se confermata, scatenerebbe non solo proteste internazionali ma anche divisioni all’interno dello stesso governo israeliano.

Intanto, il bilancio delle vittime continua a salire. Secondo quanto riportato dall’agenzia Wafa, ventidue civili sono morti negli scontri tra la mezzanotte e le prime ore del mattino. Quattro di loro, tra cui due ragazze, sono stati uccisi in un bombardamento su un appartamento vicino al campo profughi di Nuseirat, mentre altre quattro persone hanno perso la vita in un attacco aereo contro un’abitazione della famiglia Al-Hadeedi, nel campo di Al-Shati. Le operazioni militari israeliane, che secondo fonti interne potrebbero estendersi ulteriormente per altri quattro o cinque mesi, hanno già provocato un numero incalcolabile di sfollati, molti dei quali costretti a vivere in tende precarie, esposti a continui pericoli.

Il ministero della Sanità di Gaza ha denunciato almeno cento morti in un solo giorno, mentre le organizzazioni umanitarie segnalano casi di decessi per fame e per le condizioni disperate in cui versano gli ospedali, privi di medicine e attrezzature. Gli aiuti lanciati via aerea, quando arrivano a destinazione, spesso si trasformano in trappole mortali, con incidenti che causano ulteriori vittime tra chi cerca disperatamente cibo o acqua.

La situazione, già insostenibile, rischia di aggravarsi ulteriormente se Israele dovesse approvare il piano di espansione nelle aree ancora non controllate. Un alto ufficiale delle forze armate israeliane ha definito la strategia "un buco nero", lasciando intendere che il conflitto potrebbe protrarsi senza una vera via d’uscita. Intanto, gli attacchi aerei e i bombardamenti di artiglieria continuano senza tregua, colpendo non solo obiettivi militari ma anche abitazioni civili e centri di accoglienza, in quello che viene descritto come un escalation senza precedenti.

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