Raid su Gaza City, bombardato un ospedale: sette morti. Proteste a Tel Aviv per il ritorno degli ostaggi
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Redazione Esteri
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Mentre i raid israeliani continuano a colpire la Striscia di Gaza, il bilancio delle vittime cresce senza sosta. Secondo la Protezione civile palestinese, almeno 18 persone hanno perso la vita nelle ultime ore, sette delle quali uccise mentre cercavano aiuti umanitari. Altre sette sono morte in un attacco aereo che ha colpito un ospedale a Gaza City, struttura già al centro di precedenti offensive. Quattro civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi in un bombardamento su una tenda di sfollati vicino a Khan Yunis, nel sud del territorio assediato.
A Tel Aviv, decine di migliaia di persone sono scese in strada fin dalle prime ore del mattino, rispondendo all’appello del Forum delle famiglie degli ostaggi, che ha proclamato uno sciopero generale per spingere il governo a trovare un accordo con Hamas. Le immagini trasmesse dai media israeliani mostrano autostrade bloccate e cortei che attraversano il centro della città, mentre l’opinione pubblica si divide tra chi chiede la fine immediata della guerra e chi sostiene la necessità di continuare le operazioni militari.
Quello che sta accadendo a Gaza, definito da più osservatori come uno dei conflitti più distruttivi degli ultimi decenni, ha ridotto interi quartieri a cumuli di macerie. Le stime ufficiali, spesso contestate, vengono integrate da analisi satellitari e rapporti di organizzazioni internazionali, che parlano di migliaia di edifici distrutti e un numero di vittime ben superiore a quello dichiarato dalle autorità locali. Senza giornalisti indipendenti sul campo, la ricostruzione degli eventi si afferma sempre più attraverso dati tecnici e testimonianze remote.




